Andrà tutto bene, Leonardo”. E’ il messaggio di speranza di una neomamma nei confronti del suo piccolo appena nato.

Sono le 19.04 del 14 marzo 2020: Raffaella ha appena dato alla luce il suo bambino, frutto dell’amore verso il suo compagno Aldo. In questi giorni complicati dall’emergenza Coronavirus, c’è chi ha dato alla luce una nuova vita.

La “cicogna” è arrivata all’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia. Un presidio preso d’assalto visti gli ultimi casi di contagio registrati in città, ma anche per le donazioni di sangue. Parecchi infatti sono stati i cittadini che ieri, dopo l’appello di Regione Campania e Protezione Civile sulla necessità di continuare nelle donazioni, hanno compiuto un grande gesto di solidarietà.

Nello stesso ospedale, però, c’è anche chi, come Raffaella, era in attesa di diventare mamma. “I medici sono stati bravissimi – ha spiegato la donna, originaria della Slovacchia, ma residente a Gragnano – anche se vista l’emergenza non ho potuto condividere la gioia con il mio compagno”.

Nessun familiare stretto, infatti, ha potuto assistere al parto, tantomeno visitare mamma e bambino (le cui condizioni di salute sono perfette, ndr) nelle ore successive: “Non fanno entrare nessuno, nemmeno dopo il parto. Appena sono arrivata per il ricovero – ha spiegato la donna – mi hanno misurato temperatura e mi hanno chiesto se presentassi sintomi di disturbo, poi mi hanno ricoverata. Mi dispiace per il mio compagno che ha visto il bambino solo in foto e video, ma è meglio così”.

Nessun contatto nemmeno con indumenti e beni di prima necessità per la degenza delle neomamme. Gli indumenti infatti vengono lasciati alla guardia giurata fuori al reparto di ginecologia che poi ha il compito di portarli all’interno con tutte le dovute precauzioni. Stessa cosa per il cibo: tutto preconfezionato dal servizio mensa e nessun alimento proveniente dall’esterno.

Il tutto per preservare la serenità del reparto: “Per quello che ho percepito – ha concluso – non c’è paura di contagio, solo un po’ di insofferenza per la situazione. Presto però potrò finalmente tornare a casa e iniziare una nuova vita in tre”.