Come un copione che si ripete spesso, anche Ciro Borriello, sindaco di Torre del Greco, ha saputo recitare al meglio la sua parte: quella del primo attore. Conteso e bistrattato, è riuscito a ritrovare la stima degli altri protagonisti del palco, degli addetti ai lavori e del regista. Dimissioni firmate, giorni di silenzio e poi gli appelli affinché si ravveda e torni sui suoi passi “per il bene della città”. Tutto come se fosse già stato scritto.

Non è mancato nulla all’ultima recita sul palco della città del corallo. “Vi è stata una ritrovata sintonia con la maggioranza”, ha detto il primo cittadino, rispondendo all’ultima chiamata pubblica giunta proprio ieri dalle fila di Forza Italia attraverso il consigliere Abilitato.

“La ferma convinzione di portare a termine il programma sottoposto un anno fa agli elettori”, ha aggiunto Borriello, facendo appello all’opposizione affinché “partecipi attivamente se ha a cuore le sorti della città”.

Equivoci chiariti, nonostante non si sa quali siano in realtà, “si ritorna al governo per affrontare e risolvere le grandi questioni che ancora ci aspettano”.

E giù la lista dei buoni propositi, un misto tra sogni e slogan elettorali, come un revival degli ultimi giorni di campagna elettorale: “Portare a termine i numerosi interventi legati al programma ‘Più Europa’, garantire maggiore funzionalità dell’ospedale Maresca, accelerare il processo di depurazione delle nostre acque. Migliorare la vivibilità, studiare un adeguato piano parcheggi, ridare speranza ai proprietari di case abusive”. È già si sussurra del ruolo di presidente del consiglio affidato ad Alfonso Ascione, avversario (sulla carta) di Borriello alle ultime comunali ed ora a quanto pare suo fedele alleato.

LA REAZIONE DELL’OPPOSIZIONE. Non si è fatto attendere l’opposizione che attraverso la consigliere del PD, Clelia Gorga, ha attaccato il primo cittadino dicendo che il “bluff delle dimissioni ha avuto il suo naturale epilogo. Sotto il cocente sole d'agosto, la decisione balneare del sindaco ha prodotto l'ennesimo pastrocchio targato Centrodestra. Accordi sottobanco, critiche ritirate dopo la tirata d'orecchie del capo supremo”.

Poi rilancia: “Non sono queste le scelte strategiche per il bene della città. Al massimo queste sono scelte che favoriscono i ‘poltronisti’ e i saltimbanchi”.


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