Dalla Tunisia a Lampedusa, poi l’approdo ai Salesiani di Torre Annunziata: la storia di un ragazzo che ha trasformato il dolore in rinascita. Ora, grazie al sostegno di don Antonio Carbone e della comunità salesiana di Torre Annunziata, Wassim è pronto a ripartire verso la Svizzera, portando con sé un bagaglio di speranza e riscatto.

Quando Wassim è salito su un barcone diretto verso Lampedusa, aveva negli occhi il peso della miseria e nel cuore la disperazione di chi lascia la propria terra senza sapere se vedrà l’alba del giorno dopo. La sua era una scelta estrema: fuggire dalla povertà in Tunisia per offrire un futuro migliore alla sua famiglia, affrontando il mare come ultima possibilità.

La traversata è stata il primo capitolo di un’odissea. Sbarcato a Lampedusa, Wassim ha iniziato il suo lungo calvario alla ricerca di una nuova speranza. Il destino lo ha condotto a Torre Annunziata, in quella casa salesiana dove ha ritrovato ciò che aveva perduto. Fiducia, stabilità, cura.

Ad accoglierlo, con lo sguardo vigile e la mano tesa, c’era don Antonio Carbone. “La tua storia è un inno alla vita”, gli ha scritto in una lettera diventata simbolo di un cammino complesso e luminoso. Wassim, arrivato “con l’anima a pezzi”, come lo descrive il sacerdote, ha dovuto ricostruire ogni cosa: la capacità di fidarsi, l’abitudine alle regole, il legame con gli altri. È stato un percorso fatto di cadute e ripartenze, sempre accompagnato da chi, come don Antonio e i suoi successori, ha creduto nella possibilità di un riscatto autentico.

Poi è arrivato il lavoro. Nella pizzeria che gli ha offerto un’occasione concreta, Wassim ha scoperto una vocazione e una strada: impastare, servire, impegnarsi, guadagnare. Soprattutto, restituire dignità a se stesso. Grazie a quel mestiere ha potuto sostenere la sua famiglia lontana e costruire l’indipendenza economica che ora gli permette di guardare avanti senza timori.

Oggi Wassim è un giovane autonomo, maturo, pronto. Torre Annunziata non è stata una semplice tappa, ma il luogo dove ha potuto rinascere. Un rifugio che si è trasformato in trampolino.

La sua nuova destinazione è la Svizzera. Un sogno che non è un approdo, ma un nuovo inizio. Una possibilità resa concreta dalla sua costanza e dalla fiducia di chi lo ha sorretto nei momenti più bui. “Anche nelle difficoltà più grandi — scrive don Antonio — la speranza può trionfare. Come diceva Don Bosco, maestro dei giovani più fragili: fate del bene finché potete, il resto lo farà il Signore”.

Wassim, nel suo piccolo, lo ha fatto: a sé stesso, alla sua famiglia, e a tutta la comunità che oggi lo guarda partire con orgoglio. La Svizzera lo attende. E lui, per la prima volta, non ha paura di sognare.

Sondaggio


Risultati


						

Puoi ricevere le notizie de loStrillone.tv direttamente su Whats App. Memorizza il numero 334.919.32.78 e inviaci il messaggio "OK Notizie"