“Mio figlio in 12 mesi ha vinto tutto”. Felicità e soddisfazione e qualche sassolino dalla scarpa da togliere per Antonio Immobile. Il papà di Ciro è stato fermato da tantissime persone dopo la vittoria dell’Europeo di ieri sera a Wembley contro l’Inghilterra.

Torre Annunziata ha festeggiato e purtroppo anche criticato l’attaccante della Lazio. Tante (e anche eccessive) le parole ingenerose nei confronti del numero nove della Nazionale, che ha concluso Euro 2020 con due gol nei gironi di qualificazione.

Sacrificio e tanti scatti per Immobile, che si è dovuto adeguare a un contesto di squadra decisamente diverso rispetto al suo club. Sostituito nel secondo tempo della finale, è stato comunque importante per il grande risultato raggiunto dalla Nazionale del ct Mancini.

Papà Antonio ha trasmesso al figlio il suo senso del gol. In tanti a Torre Annunziata lo ricordano come un attaccante letale. Ciro ha fatto molta più strada. Dal campo polveroso del Circolo Oplonti al trionfo di Wembley. Un cammino ricco di gioie, ma anche di bocconi amari per il 31enne.

Ora il meritato successo. “Negli ultimi 12 mesi Ciro ha vinto tutto ciò che c’era da vincere- ha affermato Antonio Immobile, incontrato al bar di Antonio Marasco ex calciatore di serie A con Venezia, Modena e Verona- E’ stato il capocannoniere della serie A, non della Quarta Serie. Ha eguagliato il record di 36 gol di Higuain, ha conquistato la Scarpa d'Oro e infine ha vinto gli Europei da attaccante titolare. Chi critica non capisce niente di calcio”.

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La gioia di Ciro

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