Nella mattinata odierna, i finanzieri del Gruppo di Torre Annunziata hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo della somma di euro 8.000 euro nei confronti di M.G. ex Assessore al Comune di Sorrento, indagato per il reato di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato.

Il provvedimento cautelare è stato emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Torre Annunziata su conforme richiesta della Procura, a seguito degli accertamenti svolti dalla Tenenza della Guardia di Finanza di Massa Lubrense nell'ambito di un'articolata indagine, svolta sotto il coordinamento di questo Ufficio requirente.

E' emerso che l'indagato, Assessore comunale pro tempore, con delega alla manutenzione ordinaria e straordinaria, verde pubblico ed ecologia, in carica sino all'ottobre 2020, aveva indebitamente percepito, oltre all'indennità di funzione prevista dall'art. 82 co. 1. D.Lgs. n. 267/2000 per gli amministratori locali (c.d. indennità di carica politica), l'indennità di disoccupazione NASPI. In particolare, l'incrocio delle informazioni estratte dalle banche dati in uso alla Guardia di Finanza con la documentazione acquisita presso il Comune di Sorrento e presso la competente sede I.N.P.S., ha consentito di accertare che l'indagato ha omesso di comunicare all'istituto previdenziale - al quale aveva avanzato domanda di accesso al beneficio dell'indennità di disoccupazione NASPI in data 20 marzo 2019 - la variazione del proprio status di inoccupato, ovvero l'avvenuta nomina ad Assessore del Comune di Sorrento avvenuta il 4 aprile 2019 e la conseguente fruizione dell'indennità di funzione per un importo, relativamente al medesimo anno, superiore al limite massimo annuo, percependo, così, indebitamente la prestazione NASPI per un importo pari a circa 8.000 euro nel periodo compreso tra la data di nomina a membro della giunta comunale ed il 14 marzo 2020. Il quadro indiziario ricostruito da questa Procura è stato condiviso dal Giudice per le Indagini Preliminari, il quale ha disposto il sequestro preventivo diretto dell'intera somma indebitamente percepita dall'indagato quale profitto del reato. Allo stato, in esecuzione del predetto decreto cautelare reale, è stata sequestrata la somma di 3.594 € rinvenuta sui conti correnti bancari riconducibili all'indagato.