“Il Vesuvio non si tocca”. Questo il grido che accompagnava, ieri sera, i componenti del corteo che ha fatto irruzione e interrotto temporaneamente i festeggiamenti civili in occasione della festa di Maria SS. del Carmine a Boscoreale. Chiaramente nell’occhio del ciclone i roghi che, in queste settimane, stanno devastando il Vesuvio. Era in corso, a piazza Pace, un’esibizione canora che precedeva lo show di Francesco Cicchella, artista e comico del programma Rai “Made in Sud”, quando gli attivisti hanno, in sostanza, invaso il palcoscenico e bloccato la manifestazione, intonando cori da stadio. “Non c’è nulla da festeggiare”, “Il Vesuvio non si tocca” ripetevano a ritmo serrato.

A chiedere e prendere la parola, in rappresentanza dei contestatori, Angelo Genovese, professore di zoologia all’Università “Federico II” di Napoli. “Visto che c’è questa condizione di incendi permanenti sul Vesuvio, - ha esordito - di cui sono responsabili le istituzioni, che non solo non hanno vigilato ma hanno creato tutte le condizioni che hanno determinato quello che è successo, nonostante milioni di euro per la prevenzione che sono stati gestiti in malo modo, - ha aggiunto - i cittadini di Boscoreale, Boscotrecase, ma anche le delegazioni di cittadini provenienti da altri Comuni, Napoli, Casoria e Torre del Greco, hanno deciso di intraprendere una serie di iniziative. Andremo in corteo fino al luogo simbolo della tutela della salute e dell’ambiente, la rotonda Diaz di via Panoramica. Questa è semplicemente la prima delle iniziative che, in questi giorni, verranno portate avanti non solo a Napoli e non solo in questa zona. De Luca deve dimettersi e devono farlo anche all’Ente Parco Nazionale del Vesuvio e occorre il controllo popolare sui territori. Ancora una volta – ha concluso Genovese - dobbiamo lottare contro i veleni che ci vengono dati dallo Stato”. Al termine dell’intervento forzato del leader dei rivoluzionari, i manifestanti, come annunciato, si sono diretti verso la rotonda Diaz di via Panoramica, teatro in passato delle proteste e degli scontri per scongiurare l’apertura di Cava Sari. La festa è, invece, proseguita regolarmente con l’esibizione di Cicchella. Per quanto riguarda il corteo, esso è originato da un’assemblea pubblica, aperta a tutti gli interessati, alla quale hanno preso parte, dunque, rappresentanti di vari paesi vesuviani, svoltasi presso i locali dell’associazione Stella Cometa – La Stazione. Assemblea di confronto che ha preso, per certi versi, una piega inaspettata. E l’occasione della festa patronale, quest’anno davvero martoriata come non mai e, nel caso di specie, strumentalizzata, è stata troppo ghiotta per non essere sfruttata.


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