Tutti in silenzio dinanzi al giudice.

E’ stato questo il succo degli interrogatori effettuati dal Gip Mariaconcetta Criscuolo nell’ambito dell’affare Cirio che ha portato agli arresti di 6 persone: Adolfo Greco, Antonio Elefante, Maurizio Biondi, Vincenzo Campitiello, Marcelo Ciofalo e Vincenzo Colavecchia, oltre all’obbligo di firma per la moglie di Greco, Annita Angelina Rega.

Il silenzio è stata la linea scelta: i legali della famiglia Greco hanno preferito aspettare la decisione del Riesame, preferendo quindi non contestare in quella sede le accuse. La stessa strategia seguita dai difensori del suo tecnico di fiducia, Antonio Elefante che per gli inquirenti ha svolto un ruolo chiave nella riconversione della Cirio in un complesso residenziale. Bocca chiusa anche per l'architetto Maurizio Biondi, nominato da Cesaro e Pentangelo all'epoca ai vertici della Provincia di Napoli, per sbloccare i permessi a costruire al comune di Castellammare.

L’unico a parlare è stato, come riporta “Il Corrierino”, Marcello Ciofalo. L’uomo risulta essere tra i tre funzionari dell'Agenzia delle entrate accusati di essere stati pagati per "aggiustare una verifica fiscale", il dipendente di Portici ha spiegato che si trattava di un controllo specifico e di non avere intascato soldi per quella visita. Per gli altri è tutto rinviato al Riesame.

Nel processo madre, invece, che vede tra gli imputati oltre a Greco, Michele e Raffaele Carolei, Umberto Cuomo, Luigi Di Martino e Attilio Di Somma, a parlare sono stati i fratelli Irollo.

I due hanno riferito in aula sull’episodio relativo all’assunzione di Domenico Carolei, figlio di Raffaele, presso una ditta del Gruppo Irollo avvenuta nel 2015. Secondo le indagini condotte dalla Dda di Napoli attraverso reiterate minacce, secondo i legali di Adolfo Greco e come ribadito in aula dagli stessi fratelli Irollo, “senza alcuna imposizione, anzi l’abbiamo preso perché era esperto e capace”. Una dichiarazione che troverebbe riscontro nell’effettiva attuale posizione lavorativa di Domenico Carolei, dipendente di una nota catena di alimentare di proprietà della famiglia Irollo.

Prossima udienza fissata al 26 maggio: a parlare sarà Michele Apuzzo, imprenditore titolare di una nota catena di supermercati di Castellammare di Stabia.