Inquinamento fiume Sarno: studenti a confronto. Si è tenuto nella mattina di giovedì 10 maggio il convegno dal titolo “Fiume Sarno: riflettiamoci”.

Centinaia di ragazzi si sono riuniti nell’aula magna dell’Istituto “Marconi – Galilei” di Torre Annunziata per analizzare gli ultimi aggiornamenti sul Sarno, uno dei fiumi più inquinati di tutta Europa. Nel corso dell’evento si è posto l’accento sui fenomeni legati all’inquinamento ambientale ed atmosferico dell’area del grande bacino del Sarno e sulle possibili soluzioni da adottare per scongiurare ulteriori aggravamenti sulla situazione.

“Un bilancio positivo – ha spiegato Vincenzo Gallo, presidente dell’associazione “Petra Hercules” – perché si cerca di sensibilizzare i ragazzi su una questione legata a doppio filo non solo alla città di Torre Annunziata, ma a tutto il comprensorio che ruota attorno al fiume Sarno. Troppo spesso i cittadini dimenticano che non si tratta di un problema che riguarda solo Rovigliano. Il consiglio monotematico del mese scorso è servito a smuovere un po’ di coscienze, coinvolgendo tutti i 39 comuni interessati, per far sì che si giunga alla conclusione di scongiurare l’ipotesi della seconda foce”.

Una riflessione, come suggerisce il titolo del convegno, sulle acque limpide che sono alla sorgente e di come potrebbero essere anche a valle, se solo si procedesse alla gigantesca opera di bonifica che interessa tutto il bacino idrografico. Su questo l’associazione Petra Hercules si è impegnata da tempo per preservare e tenere sempre sotto i riflettori le numerose attrazioni che si trovano nell’area: da quelle archeologiche come Longola, alle eccellenze agroalimentari, passando per il turismo. Tutti problemi che vanno a cozzare con l’annosa questione legata ai due collettori ed al loro completamento.

Per ora, dalla Regione è stata resa pubblica l’intenzione di stanziare un milione di euro per l’analisi delle acque e dei sedimenti delle sponde: “Si tratta di un primo passo importante – ha spiegato Vincenzo Gallo – che va nella direzione di un passo ulteriore verso l’opera di disinquinamento, non solo a valle ma anche a monte, come la Solofrana, il vero killer delle nostre zone. Non è possibile che si possa scaricare nel Sarno una marea di agenti chimici e pesticidi altamente dannosi per i terreni limitrofi e per tutto l’ecosistema”.

Ecco allora cosa può fare la città di Torre Annunziata: “Deve far sentire la sua voce. Il cittadino deve partecipare. Così come nelle scuole si cerca di sensibilizzare i giovani, così anche i suoi abitanti devono capire che affrontare questo problema è un modo per tutelare loro stessi”.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche il dirigente scolastico dell’Istituto Marconi – Galilei Giovanni Russo: “Azioni come queste servono a focalizzare i ragazzi sul tema e far sì che abbiano uno stimolo per comprendere la realtà in cui i ragazzi stessi agiscono. L’inquinamento del Sarno, suo piano formativo, rappresenta una priorità. Molto spesso i ragazzi non si rendono conto dello stato effettivo della qualità della vita, delle risorse idriche di cui disponiamo”.