Quello dell’investigatore privato è un lavoro molto delicato che ha bisogno delle referenze giuste per poter lavorare nel pieno delle proprie possibilità. Un investigatore privato o di un’altra città viene richiesto per svolgere diverse mansioni che richiedono appunto l’ausilio di questi professionisti per venire a capo in diverse situazioni.

Ovviamente il lavoro dell’investigatore privato è previsto dalla legge, anche se sono dei limiti entro cui rimanere affinché la pratica lavorativa sia effettivamente considerata lecita. Di solito si fa ricorso ad un investigatore privato per scoprire un tradimento, per questioni lavorative e aziendali.

Gli investigatori hanno infatti una sorta di codice disciplinare da rispettare, onde evitare di sfociare in una violazione della privacy e dei luoghi di privata dimora del soggetto sottoposto a pedinamento.

Per svolgere il lavoro di investigatore privato occorre richiedere licenza al Prefetto. Inoltre per poter operare è obbligatorio il possesso di una laurea in giurisprudenza o equivalente come economia e altre, oppure un master in criminologia o scienze dell’investigazione, ed anche aver frequentato un triennio di praticantato e i conseguenti corsi di aggiornamento come stabilito dal sopracitato decreto. Va anche detto che sono stati istituiti appositi corsi formativi equipollenti.

Come scegliere l’investigatore privato

La scelta dell’investigatore privato Napoli va fatta con oculatezza. Innanzitutto, come abbiamo detto, l’agenzia deve possedere un’autorizzazione o una licenza rilasciata dalla Prefettura competente per territorio al rappresentante legale della società (senza questo documento è vietato esercitare la professione di investigatore privato) e poi deve avere una sede, ovvero un luogo fisico (ufficio commerciale) dove i possibili clienti possono vedere la licenza prefettizia e visionare le tabelle tariffarie dettagliate per i vari servizi offerti.

Prestiamo inoltre attenzione al mandato professionale che deve indicare tutti i dati in modo corretto. Il mandato deve tassativamente indicare i dati anagrafici del mandante, che deve essere identificato con un documento di identità, i dati societari del detective (sede, partita Iva, ragione sociale…), il nominativo della persona che sarà oggetto di indagini e l’eventuale grado di parentela con il cliente, i motivi dell’investigazione, il diritto legale che il mandante vuole esercitare tramite l’indagine (per esempio licenziamento per giusta causa, separazione e così via), il luogo, la data e la firma del committente.

Diffidiamo da chi offre tariffe troppo economiche (è difficile svolgere servizi investigativi senza ricevere un adeguato compenso) e da chi promette di poter fare cose che non sono consentite dalla norma (come ad esempio usare strumenti per accedere alle banche dati riservate alla Pubblica Amministrazione). Bisogna fare molta attenzione anche a quelle agenzie che assicurano di svolgere ovunque la loro attività: spesso chi si comporta in questo modo alla fine si affida ad agenzie terze, quindi è meglio affidarsi ad operatori locali, in modo da garantire anche il contatto diretto tra detective e cliente.