“Irma è pronta per una medaglia, ma Torre Annunziata ci dimentica”. Gioia e anche un po’ di amarezza. Lucio Zurlo, maestro e totem della Boxe Vesuviana, non lascia trasparire l’emozione per quanto avvenuto ieri a Parigi.

La “sua” Irma Testa ha conquistato, a nemmeno 24 anni, la seconda Olimpiade. La campionessa delle Fiamme Oro, cresciuta nel rione Provolera, ha trovato nella ‘Palestra dei Campioni” non solo un insegnante di pugilato, ma soprattutto un maestro di vita. “Nelle condizioni in cui versa in questo momento può battere chiunque. Quando ha svolto l’ultimo allenamento a Torre Annunziata l’ho vista davvero molto decisa. In particolar modo ho notato la sua attenzione quando le correggevo i movimenti”.

Fondamentale è stato il successo negli ottavi contro la russa Vorontseva, testa di serie numero 1. “Era molto preoccupata, ma dopo il verdetto mi ha subito telefonato per esprimermi la sua soddisfazione”.

Ora l’obiettivo Tokyo per dimenticare l’amarezza di Rio de Janeiro. “Rispetto a cinque anni fa Irma è diventata una donna. In Brasile era molto più acerba ed ha peccato d’ingenuità. Subì una brutta sconfitta. Tutto sommato non dico che fosse programmata, ma ci poteva stare. Ora ha l’esperienza giusta per non farsi schiacciare dalla pressione”.

La gioia, come detto, lascia spazio anche all’amarezza. “E’ il momento per una medaglia olimpica a Torre Annunziata. Anche se devo ammettere che in città a nessuno interessi. Per la nostra Amministrazione sembra facile portare un atleta alle Olimpiadi. Noi della Boxe Vesuviana abbiamo avuto ben cinque pugili che sono arrivati a giocarsi la competizione a cinque cerchi. Eppure se si tira un calcio a un pallone sembra tutto diverso. Nessuno sa quanti sacrifici si compiono in palestra tutti i giorni”.

Il trionfo