“L’omertà di Torre Annunziata rende difficile il lavoro dello Stato. E Ascione non ha mai accolto i miei inviti alla prevenzione e allo sfruttamento delle risorse”. Marco Valentini, prefetto di Napoli, ha parlato sul quotidiano “Il Mattino” della difficile situazione che si sta vivendo in città. Dall’inizio dell’anno è stato un ripetersi tra stese, intimidazioni e omicidi. Lo scorso 19 aprile c’era stato quello di Maurizio Cerrato, domenica scorsa l’agguato nei confronti di Francesco Immobile.

Dichiarazioni forti quelle del prefetto Valentini, che punta il dito contro la scarsa collaborazione da parte dei torresi. “Molto spesso si parla di episodi avvenuti alla presenza di molte persone. Una forma di omertà che crea una difficoltà notevole nello spostare l’asse di questa battaglia a favore dello Stato. Uno Stato che non è affatto assente”.

Il prefetto ha lanciato anche un duro attacco al sindaco Ascione e alla sua amministrazione. “Da oltre un anno la Prefettura, che coordina l'attività di polizia di prevenzione, ha acceso i riflettori su Torre Annunziata, unico comune della Campania dove sono stati svolti, in loco, quattro Comitati per l'ordine e la sicurezza pubblica, con la presenza dei vertici della locale Procura e della Procura distrettuale antimafia. In quella sede, ferme restando le specifiche competenze di polizia, che hanno visto l'attuazione di numerosi servizi di prevenzione, ho offerto la più ampia disponibilità a supportare gli uffici comunali in termini di competenze, progettualità e reperimento di risorse. Ho dovuto purtroppo constatare che l'invito non è stato accolto, né che i temi critici di competenza dell'ente locale siano stati superati”.

Particolare attenzione anche alla riqualificazione dei beni confiscati alla camorra. “Per Palazzo Fienga- ha concluso Valentini- si sta lavorando per la massima accelerazione delle procedure. “Analoga priorità riguarda Villa Adele, altrimenti detta Tamarisco, in ordine alla cui ristrutturazione è in corso una procedura per reperire un cofinanziamento in partnership pubblico-privato. Resta aperta la questione dei beni già nella disponibilità del Comune, più volte sollecitato a definire le situazioni ancora aperte”.