“Le zone rosse sono una buffonata”. Vincenzo De Luca nel suo discorso ha sferrato un nuovo attacco alle decisioni del Governo.

“Al di là di negozi di abbigliamento per adulti è tutto aperto. E il livello dei controlli, tranne i primi due giorni, è praticamente uguale a zero. Parlare in queste condizioni di zona rossa fa indignare. Siamo nelle mani del Padre Eterno e della Regione Campania. Il resto sono finzioni. Questa non è zona rossa, non so cosa sia. Evitiamo di prenderci in giro”.

Poi l’accusa a chi fornisce falsi sui contagi. “A oggi la Campania non ha ancora avuto una copia della relazione. Quello che hanno trovato sono state cinque auto in fila al Cotugno per fare il tampone. Poi credo che abbiano trovato una situazione di eccellenza. Era un’iniziativa cialtronistica per dare soddisfazione a quelli che erano impegnato nell’aggressione contro la Regione. In queste ore sta emergendo il fatto che siamo gli unici trasparenti sui dati. Alcune regioni hanno dato numeri falsi per far abbassare la percentuale di terapie intensive occupate. Noi comunichiamo il numero vero di tamponi molecolari effettuati”.

Un bilancio anche sui bandi.  “Sono arrivate 158 candidature sono arrivati sono 3 anestesisti. I dati nostri sono certificati dall’Unità di Crisi. Sui due precedenti abbiamo avuto questi risultati. Complessivamente 85 medici generici su 800, e 7 anestesisti. Per quel riguarda il personale in Campania non è arrivato niente. Finora abbiamo fatto un miracolo. Abbiamo raddoppiato le terapie intensive e per i posti letto abbiamo la piena disponibilità. Non abbiamo aperto chiese e palasport per i malati. Abbiamo un’ottima tenuta in un contesto generale di pesantezza. La Regione Campania ha il tasso di mortalità Covid più basso d’Italia”.

“Qualche bontempone riferisce che non ci sono posti in terapia intensiva perché deve fare la nottata- ha concluso il presidente della Regione- Allora noi abbiamo il 99% del nostro personale che sta facendo un lavoro immane, ma c’è una piccola percentuale di farabutti che prova a non fare il proprio dovere”.

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