«Durante il Giubileo, la pizza di “'o Zì Aniello” di Lettere sarà donata ai poveri». Dopo aver preparato la cena di gala per Papa Francesco e i 1500 invitati alla Festa della Gendarmeria Vaticana, il maestro pizzaiolo Vincenzo Staiano annuncia con gioia l'incarico ricevuto direttamente dal Pontefice.

«Da dicembre, per l'intero anno giubilare, un martedì al mese lo dedicheremo ai poveri che si servono alla mensa del Vaticano gestita dalle suore di madre Teresa di Calcutta – spiega Staiano – dove allestiremo una pizzeria e prepareremo noi la cena. L'ho proposto anche a Papa Francesco che ha accolto bene questa mia richiesta. È una grande emozione per noi, dopo aver fatto gustare la nostra pizza al Papa, adesso potremo servirla anche ai “suoi” poveri».

Per far sì che la pizza di “zì Aniello” possa essere preparata in Vaticano, lo staff del noto locale di Lettere ha regalato un forno a legna alle suore e, una volta al mese, si recherà a Roma per cucinare. Perché proprio la pizza per i poveri? «Semplice – risponde il maestro pizzaiolo Vincenzo Staiano – perché la pizza è il piatto povero per eccellenza, è diffusa e conosciuta in tutto il mondo e ha una funzione sociale importantissima, a partire dai più giovani. Davanti ad una pizza siamo tutti uguali ed è un pasto accessibile praticamente a tutti: con 5 euro a persona si riesce a cenare un'ottima pizza con una bibita».

Intanto, venerdì sera era stata organizzata la grande festa per autorità religiose, civili e militari nella Sala Nervi del Vaticano, dove era stata allestita una “succursale” della pizzeria 'o Zì Aniello: 4 forni e circa 40 membri dello staff, che hanno sfornato per un'ora e mezza centinaia di pizze, sotto lo sguardo ammirato del Segretario di Stato Vaticano, Pietro Parolin (nella foto).

La serata si è trasformata anche in un evento di promozione dei prodotti dei Monti Lattari. Il menu, infatti, prevedeva tre assaggi di pizza: accanto alla classica margherita e alla bufala e pomodori, i presenti hanno potuto assaggiare la pizza “Jacone”, un vero e proprio omaggio ai Monti Lattari, con noci di Sorrento, porcini del monte Megano, Provolone del Monaco, fiordilatte e provola. Tutto accompagnato dal vino frizzante di Lettere.