Gabriele Pesacane (40 anni) ex latitante preso a Siderno, in Calabria, nel ’96 (ricercato in passato nell’ambito delle indagini sull’omicidio del carabiniere Salvatore Pamigiano, avvenuto a Terzigno durante un tentativo di rapina) e fratello di Giuseppe, a capo dell’omonimo clan di camorra attivo tra Boscoreale e Torre Annunziata, è un uomo completamente libero. A stabilirlo è il verdetto emesso dal Collegio dell’ottava sezione della Corte d’Appello di Napoli (presidente Maria Rosaria Caturano).

I giudici revocano all’ex boss (scarcerato il 23 dicembre 2013 dopo una condanna a dieci anni per associazione di stampo mafioso e droga) anche la “misura di prevenzione della sorveglianza speciale, con obbligo di soggiorno (a Terzigno, ndr)”, inflittagli per tre anni dal Tribunale di Napoli (misura poi confermata nel 2014).

Va a segno dunque la tesi difensiva dell’avvocato di Pesacane, Elio D’Aquino, che in grado d'appello sostiene “l’assenza di attuale pericolosità sociale” del fratello del ras Giuseppe Pesacane, tuttora in carcere a Monza a scontare diciannove anni per le accuse di associazione camorristica e traffico di sostanze stupefacenti.

LA MOTIVAZIONE. “La casa circondariale di Spoleto ha riferito di un ottimo comportamento del Pesacane. E’ titolare di un regolare contratto di lavoro con mansioni di manovale di magazzino. Non c’è alcun elemento per ravvisare la sua attuale appartenenza al clan camorristico”. Questi, in sintesi, i motivi che oggi spingono i giudici a “liberare”, anche dalla piccola Terzigno, Pesacane ‘junior’. Prima infatti, al 40enne originario di Pompei, occorreva un permesso speciale anche solo per allontanarsi per motivi familiari dal comune alle pendici del Vesuvio.