“Dobbiamo orientarci verso una lenta ed inesorabile rivoluzione culturale”. E’ il messaggio che ha inteso lasciare Vincenzo Zurlo, autore del libro “Oltre la trattativa”, discusso ed approfondito questa mattina nell’aula magna dell’Istituto Comprensivo “S. Pellico” di Lettere.

Il libro, inserito all’interno del convegno “Il ruolo delle Istituzioni e dell’Avvocatura nella lotta alla mafia”, ha voluto mettere in luce le verità nascosta sulla morte di Paolo Borsellino e Giovanni Falcone, tra depistaggi e bugie.

L’autore, sottoufficiale dei carabinieri, laureato in giurisprudenza con una specializzazione in criminologia forense è stato affiancato dall’Avv. Anna Amendola, Assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Lettere, dall’On. Vincenzo Amato, VicePresidente della Commissione anticamorra della Regione Campania, il Prof. Pasquale Iezza, Preside dell’Istituto Silvio Pellico; e dall’Ordine degli Avvocati. Numerosi i giovani presenti nell’aula magna: è stata l’occasione giusta per parlare di legalità e della verità nascosta sulle morti di mafia e camorra.

“Credo che la verità – ha spiegato l’autore del libro Vincenzo Zurlo - sulle stragi del 1992 è stata scritta. Una verità imbarazzante che porta anche a delle responsabilità. Per questo, è fondamentale parlarne nelle scuole, perché investire nella cultura è l'unica antimafia possibile che resta a questo paese”.

Sulla stessa lunghezza d’onda Enza Amato, consigliere regionale della Campania e presidente della Commissione regionale Anticamorra: “L’incontro di oggi rappresenta un’occasione per poter non solo ricordare una pagina triste della storia del nostro paese, ma soprattutto per legarla alle tante battaglie che magistrati, forze di polizia, associazioni hanno fatto per  contrastare la criminalità organizzata, molto spesso rimettendoci la vita. Per vincere questa battaglia, è importante affrontarla tutti insieme, perché finalmente si riesca a chiudere con questo passato e questo presente in cui la criminalità continua ancora a mietere vittime ed esercitare il proprio potere”.

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