Mi hanno salvato la vita e mi hanno fatto tornare a respirare.

Non sta più nella pelle per la felicità: Antonietta ha dato il via a una catena di solidarietà che ha smosso mari e monti per farla ritornare a sperare nella vita, nonostante il coronavirus. 

Per più di un giorno però ha temuto davvero di non potercela fare. Aveva bisogno dell'ossigeno per superare questi giorni difficili. Ma in questi giorni in cui di bombole davvero non ce ne sono, ha trovato la forza nella volontà di parenti e amici di aiutarla. 
"Mi hanno tirato per i capelli. Finalmente respiro e non attraverso le procedura che il caso richiede, ma grazie al loro sforzo collettivo". L'ossigeno manca in tutte le farmacie da giorni e diventa sempre più difficile trovarlo. Alla fine per la ragazza di Lettere si è attivata la rete della solidarietà. 

Parenti, amici e parroci hanno fatto di tutto perché terminasse un'emergenza che poteva avere gravi conseguenze. "Hanno mosso le montagne per me" dice in un post su Facebook.

Ma la giovane lancia il suo appello, uno dei tanti che in questi giorni difficili stanno riscrivendo la crisi indipendentemente da numeri e scontri istituzionali, pensando a agli altri. "Chi è solo, abbandonato a se stesso come se la caverà?" Si chiede pensando alle tante persone in terapia a casa. Centinaia nell'Asl Na 3 che seguono quanto prescritto dal medico di base. "Questa cosa mi inquieta e vorrei che chi nega ancora questo virus abbia il sonno disturbato da incubi senza ossigeno".


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