Ha cercato di inquinare le prove, il giudice lo ha messo agli arresti domiciliari.

Si aggrava la posizione di Raffaele Tortoriello, inizialmente interdetto alla professione medica comminatagli il 3 novembre scorso. Il noto dirigente medico dell'Istituto Nazionale Tumori di Napoli, secondo gli inquirenti della Procura (John Henry Woodcock), del Nas e della Ps, lucrava sui malati di cancro.

Stamattina i carabinieri, insieme con gli agenti del commissariato di Napoli-Arenella hanno eseguito l'ordinanza cautelare emessa in seguito all'aggravamento del quadro probatorio a suo carico. Secondo quanto emerso dalle indagini, il medico, in più occasioni avrebbe tentato di inquinare le prove raccolte a suo carico per episodi di concussione e malasanità. Il primario è accusato di alcuni episodi di concussione ai danni di alcune pazienti affette da neoplasie al seno. Dopo avere prospettato l'urgenza di un intervento chirurgico, le induceva a sottoporsi ad operazioni a pagamento in un'altra struttura sanitaria.

A Tortoriello, lo scorso 17 settembre venne notificata dagli agenti del commissariato Arenella di Napoli anche una interdizione dalla professione di medico, della durata di 12 mesi, emessa dal gip di Napoli, in relazione a presunti abusi sessuali ai danni di due sue pazienti, anche loro affette da problematiche determinate da neoplasie al seno. Le contestazioni degli inquirenti erano anche aggravate dall'abuso di potere, dalla violazione dei doveri inerenti al pubblico servizio e dall'abuso di prestazioni d'opera. I presunti abusi riconducibili a quelle contestazioni risalgono al giugno 2018 e nel 2019, tra i mesi di agosto e novembre. Le due vittime si erano sottoposte entrambe a una mastoplastica finalizzata a nascondere i danni provocati dalla neoplasia, e per questo motivo si erano rivolte a Tortoriello.