Libera alza il tiro contro il pericolo inchini. Le associazioni nomi e numeri contro le mafie, Presidio di Torre Annunziata “Raffaele Pastore e Luigi Staiano”, accogliendo la decisione la decisione del sindaco Giosuè Starita di far indossare, durante la processione del 22 ottobre, la fascia tricolore ai familiari delle vittime innocenti della camorra di Torre Annunziata rilanciano l'allarme relativo alla possibilità di inchini davanti alle case dei boss da parte di chi porta in processione la statua della Vergine.

Dopo i casi clamorosi di Castellammare (quando il sindaco Bobbio si tolse la fascia in polemica coi portatori che si fermarono davanti all'abitazione del boss Renato Battifredo) e di Barra dove, in occasione dei gigli, il clan Cuccaro dominò la parte religiosa della festa, anche Torre Annunziata prova ed evitare il contagio criminale di una sentita festa religiosa.  "È una testimonianza di comunione fra l’intera città e persone che, a causa dei loro comportamenti o casualmente, sono state assassinate dai criminali, ma continuano a vivere perché le ricordiamo, ne parliamo, ci emozioniamo per loro e con loro. Luigi Cafiero, Luigi D'Alessio, Francesco Fabbrizzi, Costantino Laudicino, Raffaele Pastore, Matilde Sorrentino, Luigi Staiano, Giuseppe Veropalumbo, Rosa Visone, Giancarlo Siani, napoletano adottato da Torre, sono i colori del nostro agire, ci impongono non solo la Memoria, ma anche l’Impegno" dichiarano i vertici di Libera. Che assumono un impegno: "Quello che assumiamo da quest’anno è di impedire ogni forma di inchino dell’effigie della Madonna della Neve nei confronti di chicchessia. Quel quadro è simbolo religioso e laico, unisce la comunità cattolica e tutta la città, è sacrilego ed ignobile che renda omaggio a singoli o gruppi, di fedeli o cittadini, ancor di più se si tratta di delinquenti. Ecco perché Libera chiede alle autorità religiose, civili, militari, alla popolazione tutta di interrompere immediatamente il corteo in onore della Patrona, qualora si verifichi la vile consuetudine degli anni scorsi. In questo periodo in cui i boss fanno udire e vedere ostentatamente la tracotanza del loro presunto potere, Torre può dare prova della sua condanna, inequivocabile e perentoria, contro la malavita organizzata" le parole durissime dell'associazione”.


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