“Matilde è morta più di 15 anni fa e nonostante noi stiamo ancora combattendo per stabilire come siano andati i fatti, assicurando i colpevoli alla giustizia, a nessuno interessa davvero ciò che stiamo facendo”. E’ la denuncia di Elena Coccia, l’avvocato dei figli di Matilde Sorrentino, a seguito dell’ultima udienza legata al processo contro Francesco Tamarisco, ritenuto il mandante dell’omicidio di mamma coraggio, avvenuto la sera del 26 marzo del 2004.

Quasi 4 ore di udienza al tribunale di Napoli, in cui ha parlato Alessandro Montella, uno dei collaboratori di giustizia. La sua deposizione, in videoconferenza dal carcere nel quale è rinchiuso, ha inchiodato Tamarisco, ricostruendo i rapporti che intercorrevano tra il boss e lo stesso Montella.

Il pentito ha raccontato di quando lavorava per lui nel narcotraffico, spostando ingenti quantità di hashish e marijuana avanti e indietro tra Olanda e Spagna dal 2004 al 2006. “Fu proprio in quel periodo che venne a sapere che Tamarisco stava organizzando un piano per uccidere Mamma Matilde”, ha raccontato l’avvocato Elena Coccia.

La donna fu uccisa sull’uscio di casa il 26 marzo del 2004 con diversi colpi di pistola. Matilde Sorrentino con le sue denunce aveva rotto il muro di silenzio e omertà intorno ad una delle vicende criminali più tragiche avvenute a Torre Annunziata, ovvero l’abuso sistematico e lo stupro di diversi bambini a opera di una organizzazione di pedofili attiva nel quartiere dei Poverelli.

Le immediate indagini consentirono di individuare l’autore materiale dell’omicidio, il pregiudicato Alfredo Gallo, classe 1978. Gallo che aveva materialmente premuto il grilletto contro Matilde Sorrentino venne arrestato il 30 aprile del 2004 dai Carabinieri della Compagnia di ‘Torre Annunziata e successivamente condannato all’ergastolo in via definitiva.

Ma questo non ha soddisfatto i legali della famiglia della vittima: “Se si fa eccezione per il comune di Torre Annunziata – ha spiegato Elena Coccia - che si è costituito parte civile e ha dato dimostrazione di avere coraggio di fare il proprio ruolo, per il resto attorno al quale vedo troppo disinteresse”.

Prossima udienza fissata al 28 novembre: ad essere ascoltato un altro collaboratore di giustizia.