“Nessun appello né attenuanti. Certa gente merita il massimo rigore da parte degli organi competenti. Ecco perché c’è bisogno di certezza della pena per crimini così efferati”. E’ il commento di Carmela Sermino sull’omicidio di Maurizio Cerreto avvenuto ieri sera a Torre Annunziata dopo una lite sfociata in tragedia per questioni di parcheggio.

“Maurizio è stato strappato all’affetto dei suoi cari da persone indegne di appartenere alla società civile – ha ricalcato la Sermino. Proprio come accadde quel maledetto 31 dicembre 2007 quando mio marito Peppe fu colpito da una pallottola mentre era seduto a casa nostra a Torre Annunziata. Spero che i carabinieri possano quanto prima stringere le manette ai polsi dell'omicida. Gli anni passano...ma la musica non cambia. Ancora sangue innocente, ancora violenza inaudita a rovinare l'esistenza di chi resta attonito a chiedersi il perché di tanta ingiustificabile brutalità. La mia esistenza – ha continuato - è stata irreparabilmente segnata da questo drammatico avvenimento che ha privato una bimba dell'affetto paterno in tenerissima età. Eppure non mi sono mai arresa, ho sempre gridato forte il mio no alla camorra e a qualsiasi forma di mafia”.

Nessuna vendetta, ha precisato Carmela Sermino ma solo giustizia. “Un concetto questo da comprendere bene, sul quale riflettere nel rispetto di mamme, mogli, figli che piangono i propri cari vittime innocenti di malavitosi senza scrupoli. Alla famiglia Cerrato la mia solidarietà e disponibilità. Torre Annunziata è popolata da persone oneste: abbattiamo insieme allora il muro di omertà che ancora protegge ‘il sistema’, denunciamo senza timore questa gentaglia, facciamo in modo che i nostri figli possano vivere in un contesto migliore”.

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