Dopo due mesi di stop, ripartirà il processo Matilde Sorrentino.

Si ripartirà dalla lunga lista di pentiti che finora hanno inchiodato spalle al muro Francesco Tamarisco e Alfredo Gallo, in qualità di mandante ed esecutore dell’assassinio di Mamma Coraggio. Dopo Giuseppe Sentiero, Vincenzo Saurro, Michele Luppo, Giuseppe Pellegrino, Alessandro Montella e Francesco Raimo, anche Giuseppe Di Nocera (l’ex affiliato al clan Gionta di Torre Annunziata, ndr) nel corso dell’ultima udienza si è unito all’elenco sempre più fitto dei pentiti che inchiodano la mente dell’omicidio di Mamma Coraggio.

IL RINVIO. Nell’aula 115 della Corte d’Assise di Napoli si continuerà con l’ascolto di altre figure importanti nel panorama criminale oplontino. Con una novità: a parlare, infatti, potrebbe non essere Massimo Fattorusso. La procura aveva chiesto di ascoltare l’ex sodale del clan Aquino Annunziata di Boscoreale, con l’obiettivo di svelare alcuni retroscena sulla morte di Matilde Sorrentino. I legali di Tamarisco hanno ottenuto il rinvio della testimonianza.

LA COLPA DI “MATILDE”. Mamma Coraggio aveva avuto il coraggio di sconfiggere quel muro di orrori e omertà del rione Poverelli, denunciando gli abusi che erano a costretti a subire i bimbi che frequentavano la scuola del quartiere.

L’OMICIDIO. La donna fu uccisa sull’uscio di casa il 26 marzo 2004 con diversi colpi di pistola. Matilde Sorrentino con le sue denunce aveva rotto il muro di silenzio e omertà intorno ad una delle vicende criminali più tragiche avvenute a Torre Annunziata, ovvero l’abuso sistematico e lo stupro di diversi bambini (tra i quali suo figlio, ndr) a opera di una organizzazione di pedofili attiva nel quartiere dei Poverelli. Le immediate indagini consentirono di individuare l’autore materiale dell’omicidio, il pregiudicato Alfredo Gallo, arrestato il 30 aprile del 2004 e condannato all’ergastolo in via definitiva.

Tutti argomenti che verranno discussi nella prossima udienza fissata al 15 settembre.