“Supino mi ha dato i soldi di sua iniziativa, prendendomi alla sprovvista. Non ho saputo dire di no”.

Nunzio Ariano ha provato a spiegare così al Gip le motivazioni che l’hanno portato a intascare una mazzetta di 10mila euro per un appalto da 200mila euro. L’ex dirigente dell’ufficio tecnico comunale di Torre Annunziata è stato arrestato in flagranza di reato lo scorso 28 dicembre e da allora è in carcere. L’ingegnere è ritenuto responsabile del reato di induzione indebita a dare o promettere utilità.

Dal carcere di Poggioreale ha provato a spiegare le sue ragioni, cercando di ottenere un alleggerimento della misura cautelare. Ariano, difeso dall’avvocato Francesco De Gregorio, ha chiesto gli arresti domiciliari o il divieto di dimora in Campania. Il Gip Fiorentino però ha respinto le richieste, ritenendo concreto il pericolo di inquinamento probatorio da parte di Ariano.

Nelle registrazioni effettuate dal geometra dell’ufficio tecnico comunale che ha fatto partire le indagini, si fa riferimento anche a una cena tenutasi a Terzigno, alla quale hanno partecipato sicuramente Supino e lo stesso geometra. Ariano però ha smentito tutto: “Di quella cena non ne so nulla”.

E sui lavori alla scuola Siani oggetto dell’inchiesta: “Abbiamo pensato a lui perché era sempre tra i piedi a cercare lavoro – ha continuato Ariano -. Dandomi quei soldi mi ha spiazzato e non sono stato capace di rifiutare, dato anche il periodo difficile che sto attraversando”.

Nel frattempo le indagini continuano. La Guardia di Finanza ieri ha requisito a Torre Annunziata altri atti relativi al parcheggio di via Zampa e passato al setaccio il suo domicilio, la sua auto, e l’ufficio che dirigeva a Rovigliano. Oltre a questo, le fiamme gialle sono andate anche al comune di Qualiano per requisire altri atti su vicende legare ai tempi in cui Ariano era dirigente presso quel comune. Gli inquirenti temono che la mazzetta delle “sette scogliere” sia solo la punta di un iceberg che non è stato ancora scoperto del tutto.

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