Delusione e speranza: con questi sentimenti i vertici del Cmo di Torre Annunziata prova a tenere alta l’attenzione sulla chiusura del plesso di medicina nucleare del centro medico polispecialistico oplontino.

“La delusione è un sentimento umano che, in momenti molto difficili, è giusto esternare – ha riferito la famiglia Marulo. Nel comunicato stampa di sabato 8 settembre abbiamo esternato tutta la nostra delusione per le decisioni assunte dall’amministrazione comunale, senza fare alcuna valutazione tecnico-giuridica. Ci ha sorpreso, per questo motivo, la risposta dell’amministrazione: siamo convinti del fatto che le istituzioni debbano rispondere ai privati con atti ufficiali e non a mezzo stampa”.

“Il Cmo, sin dallo scorso 19 luglio – hanno proseguito - ha fatto istanza per la revoca del provvedimento di acquisizione a patrimonio comunale dell’immobile ospitante l’attività di medicina nucleare. Anche secondo il parere di esperti di rilevante portata, il richiamato provvedimento risulterebbe essere assolutamente illegittimo ed arbitrario. Siccome riteniamo che la pubblica amministrazione non debba aspettare provvedimenti giudiziari per correggere evidenti errori, con l’istanza del 19 luglio, ravvivata in più successive note, abbiamo richiesto la revoca dello stesso. Non abbiamo ricevuto alcun riscontro, se non leggere in un comunicato stampa, arricchito di un riferimento giurisprudenziale, la pretesa conferma della bontà del provvedimento adottato. Riteniamo che la sentenza del Consiglio di Stato, alla quale fa riferimento l’amministrazione, non c'entra nulla con il nostro caso: la vicenda del Cmo infatti riguarda un'abnorme acquisizione di un intero immobile, per di più in presenza della richiesta dell’azienda di demolire gli abusi contestati, ed essendo gli stessi sub iudice”.

I vertici dell’azienda, in sostanza, avrebbero preferito portare avanti un discorso intriso di procedure amministrative con un confronto aperto, anziché andare avanti a colpi di comunicati stampa. “In questo modo – spiega il Cmo - si poteva dare l’opportunità ai nostri consulenti ed a quelli dell’amministrazione comunale di discutere e trovare soluzioni, nell’interesse non solo dell’azienda, ma anche dei lavoratori e dei pazienti. In ogni caso – concludono - l’impegno finale contenuto nel comunicato dell’amministrazione comunale, e cioè di valutare altre possibili ipotesi procedurali che possano portare alla soluzione del problema, ci lascia uno spiraglio di fiducia”.


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