“Senza la collocazione degli ex lavoratori Metalfer, questa amministrazione non approverà il progetto”. E’ il passaggio più duro, e forse più inquietante, del comunicato che il sindaco Ascione ha diramato alla stampa, intervenendo nella vicenda del nascente mercato dei fiori a Rovigliano.

Una diffida quella del primo cittadino il quale, anziché agevolare chi sul territorio di Torre Annunziata prova ad investire, alza muri e prova a dettare condizioni. Un atteggiamento poco collaborativo già dimostrato in altre vicende (vedi Cmo, ndr) dell’amministrazione verso i pochi (sic!) imprenditori disposti ad investire sul territorio oplontino.

“L’Amministrazione Comunale – si legge nella nota – continua ad esprimere forti preoccupazioni per il futuro dei 45 ex lavoratori Metalfer, espulsi anni fa dal ciclo produttivo. Ho scritto personalmente al Presidente Vincenzo De Luca, all’assessore alle Attività Produttive Antonio Marchiello e all’assessore al Lavoro Sonia Palmeri ribadendo con ferma determinazione che la mancanza di impegni concreti circa una futura collocazione degli ex lavoratori Metalfer, non agevolerà questa Amministrazione nella fase procedurale di approvazione del progetto in itinere”.

La vicenda del mercato dei fiori è invece ben diversa: poco prima di Natale la Regione ha diramato il bando per la concessione dei capannoni industriali ex Metalfer a Rovigliano, oggi di proprietà regionale. A quel bando ha partecipato Gaia Florum spa, la società nata in seno al Consorzio Produttori Florovivaisti Campania. In queste settimane la Regione sta espletando i cavilli burocratici di un bando complesso e articolato, che ha come finalità quella di creare sul territorio di Torre Annunziata il più grande mercato dei fiori d’Italia.

Il trasferimento del mercato dei fiori da Pompei a Torre Annunziata è una grande opportunità per la città: per ampiezza dell’area, per investimento (completamente privato), per capacità produttiva e per volume d’affari.

Appare quanto meno inusuale questa fuga in avanti del Sindaco Ascione, da sempre previdente, ed anzi in alcune occasioni tacciato di essere troppo riflessivo. Non è nostra intenzione avviare processi all’intenzione, ma la diffida che arriva dall’Amministrazione “o assumente gli ex operai o ci mettiamo di traverso” denota la miopia politica del sindaco Ascione e della sua maggioranza.


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