Piu' di un mese in una tenda notte e giorno davanti ai cancelli della fabbrica alla periferia di Castellammare. Il presidio dei lavoratori della ex Meridbulloni, ormai quasi tutti licenziati e in attesa dell'indennità mensile di disoccupazione, resterà davanti ai cancelli dello stabilimento dismesso a Castellammare di Stabia. Ma venerdì dovrebbe smobilitare, perché è attesa in quel giorno la firma degli operai con il nuovo Gruppo Vescovini, che ha deciso di assorbirli tutti. Degli 81 trasferiti dalla Meb negli stabilimenti del Nord, in 15 hanno deciso di accettare l'offerta della proprietà.

"Sono quasi tutti lavoratori che avevano e hanno ruoli di livello alto nell'azienda. Andranno tra Torino e Milano - spiega Gennaro Verdoliva, rappresentante Fiom-Cgil aziendale - Quattro di essi sono dirigenti. Cinque impiegati hanno preferito non essere riassunti.

Il Gruppo Vescovini era disposto ad assumerci sono in parte: 40 o 50 dell'intera forza lavoro. Ora siamo rimasti in 65, ebbene, ha detto che ci assumerà tutti". Intanto, il Comune di Castellammare di Stabia ha individuato un'area sulla quale potrebbe essere accolto il nuovo stabilimento Vescovini, ma deve assicurare all'industria di Monfalcone il cambio di destinazione in Zona economica speciale, che darebbe al Gruppo la possibilità di uno sgravio fiscale del 25%, come richiesto da Alessandro Vescovini che non ha mai nascosto di essere disponibile a investire in Campania puntando su ciò che la legge consente in materia di defiscalizzazione e incentivi.

Si tratta di un'area vicina all'attuale Meb, anche perché il sindaco Cimmino lavora affinché la fabbrica resti a Castellammare. Nel frattempo, i lavoratori che venerdì firmeranno il contratto di assunzione, saranno assorbiti con contratto del settore metalmeccanico di III livello. Per loro non cambierà né lo stipendio né il livello contributivo. Dovranno però prevedere alcuni mesi di trasferta a Monfalcone, per la formazione ai nuovi macchinari. In questo periodo, l'azienda ha assicurato loro vitto, alloggio e spese di trasporto anche per il rientro in famiglia, che avverrà ogni 3 settimane.

"Apprezziamo molto la concretezza che il dottor Vescovini ha dimostrato, facendo seguire con rapidità alle parole i fatti - commenta Verdoliva a nome dei colleghi - In un periodo di grande difficoltà economica per tutto il Paese e con una crisi politica in atto, la nostra soluzione alla dolorosa vertenza è stata talmente veloce da sembrare miracolosa".