Non solo polemiche sportive, ma un’ondata di odio che ha travalicato i confini del campo. Dopo la sfida tra Juventus e Inter, il direttore di gara Federico La Penna è stato bersaglio di pesanti minacce di morte attraverso i social network. 

"Ti sparo", "Ti veniamo a cercare", "Sappiamo dove abiti": messaggi espliciti, inquietanti, che l’arbitro – nella vita professionale avvocato – ha deciso di non ignorare. Ha raccolto screenshot, commenti e contenuti offensivi, consegnando tutto alla Polizia Postale con una formale denuncia. Gli stessi investigatori, valutata la gravità delle intimidazioni, gli hanno consigliato massima cautela e di limitare gli spostamenti insieme alla famiglia.

Il clima si era surriscaldato dopo l’espulsione di Pierre Kalulu e le successive discussioni in campo, tra proteste, accuse di simulazione e tensioni culminate anche nel confronto acceso che ha visto coinvolti dirigenti e tesserati, tra cui Giorgio Chiellini e Damien Comolli. Nel mirino degli haters è finito anche Alessandro Bastoni, destinatario di insulti e messaggi violenti, con attacchi estesi perfino alla moglie e alla figlia. Un’escalation che riporta al centro il tema, sempre più urgente, della sicurezza e della tutela di arbitri e calciatori fuori dallo stadio.

Sulla vicenda è intervenuto l’amministratore delegato nerazzurro Giuseppe Marotta, che ha riconosciuto l’episodio antisportivo del difensore interista parlando di "errore di un giovane", pur invitando a non trasformare l’accaduto in una gogna mediatica. Allo stesso tempo, il dirigente ha riacceso la rivalità con il club bianconero, richiamando polemiche arbitrali del passato e sottolineando quanto certi episodi possano incidere anche sugli equilibri economici legati ai risultati sportivi.

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