“Procederemo per vie legali. Fermo restando il dolore per la perdita di una vita, questo comportamento è da condannare. In questo modo si mette in pericolo anche l'incolumità di altri pazienti, oltre che del personale medico e del normale funzionamento del reparto”.

I vertici dell’Asl Napoli 3 Sud hanno così dichiarato inammissibile quanto accaduto all’ospedale Sant'Anna e Santissima Maria della Neve di Boscotrecase a seguito del decesso di A.V., una 55enne di Torre Annunziata per una sospetta leucemia fulminante.

IL RISARCIMENTO. “Una serie di atti vandalici ingiustificabili – hanno proseguito i vertici dell’Asl -. Chiederemo un risarcimento danni, non solo materiali ma anche morali per il nostro personale medico che nei prossimi giorni non sarà disponibile perché traumatizzato. Se opereranno, lo faranno in condizioni di assoluto disagio psicofisico e questo potrebbe causare altri danni alle persone che dovranno essere curate. Un grave danno alla qualità dei servizi offerti dal nosocomio vesuviano”.

Nelle prossime ore il primario del reparto di medicina d’urgenza redigerà una relazione che verrà divulgata dall’azienda ospedaliera, in attesa delle disposizioni dell’autorità giudiziaria che ha ora in custodia la salma della donna.

LE REAZIONI DEI FAMILIARI. “L’hanno fatta morire loro, devono pagarla”. E’ quanto urlato dal figlio della vittima, non appena saputa la notizia del decesso. “Era venuta qui per una bronchite e un medico ci ha detto che stava bene solo due giorni fa”, ha continuato in lacrime. Inizialmente ricoverata, a seguito di patologie di natura cardiovascolare, nel reparto di cardiologia, la situazione è precipitata – per cause da accertare – in poco tempo fino al trasferimento in medicina d’urgenza, dove purtroppo la donna è morta, scatenando la rabbia di tutti i congiunti (compreso il marito, detenuto ai domiciliari, ndr) accorsi immediatamente dopo il decesso: “In questo ospedale i medici sono dilettanti”. All’autorità giudiziaria il compito di ricostruire le ultime ore di vita della donna.

LE DENUNCE. Sono quattro i denunciati: due di loro sono i figli della vittima, oltre al marito, evaso dalla detenzione domiciliare cui era sottoposto e un nipote: sono ritenuti responsabili dei reati di danneggiamento, aggressione e interruzione di pubblico servizio.

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