Sempre allegro e grande appassionato di calcio. Amici e familiari dipingono così Vincenzo Lanza, il 55enne morto nell’esplosione di ieri alla Adler di Ottaviano.

L’uomo non è riuscito a scampare al boato, che ha coinvolto l’azienda e sulla quale c’è ancora stretto riserbo. Gli inquirenti parlando di una fuga di metilene, ma al momento non vi sono ipotesi certe.

Nel frattempo la città piange la dipartita di Lanza, che ha lasciato moglie e due figli. L’uomo lavorava alla Adler da 2 anni ed era addetto alla macchina schiumatrice. Era tornato da poco dalla cassa integrazione, dopo lo stop a causa dell’emergenza Coronavirus. Sui social sono tanti i messaggi di cordoglio per lui e la sua famiglia. Un suo cugino, che lavora con lui nella stessa fabbrica, per puro caso è scampato alla tragedia.

Ora la salma di Lanza è all’obitorio del Secondo Policlinico di Napoli, in attesa dell’autopsia che è stata di sposta dalla pm Martina Salvati della Procura di Nola.

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