“Chi amministra ha il dovere di mediare tra gli opposti interessi, tutti gli altri quello di metterci un po’ di buonsenso”. E’ il commento dell’associazione “La paranza delle idee” presieduta da Claudio Bergamasco in merito al caos movida a Torre Annunziata.

LE RICHIESTE. Apparecchiature più efficienti per il contenimento delle emissioni sonore, pedonalizzazione della villa comunale per decongestionare il traffico della zona, favorire l’accesso alle rampe tenendo aperta anche Villa Parnaso: questi i punti principali su cui insistono i referenti dell’associazione per ridurre il più possibile il caos e l’inquinamento acustico cittadino. Con l’arrivo dell’estate è ripartita l’attività di intrattenimento notturno dei lidi di Torre Annunziata e, puntuale come gli scorsi anni, anche la polemica sul volume della musica da essi diffusa, con la conseguente contrapposizione tra i residenti nelle zone a ridosso dei locali (e non solo), che denunciano condizioni di scarsa vivibilità, e i sostenitori della movida, secondo i quali, invece, essa ha un impatto positivo sul territorio.

“Certamente non va demonizzato il lavoro di coloro che negli ultimi anni hanno contribuito, essenzialmente da soli, a ridare alla città rinnovato appeal – hanno spiegato i referenti dell’associazione - ma, allo stesso tempo, non va nemmeno calpestato il diritto alla quiete di chi non è interessato alle ore piccole, senza dimenticare che si tratta pur sempre di una forma d’inquinamento e di un rischio per la salute. E lo stesso dicasi per l’opinabile moda dei fuochi d’artificio fatti esplodere, in maniera decisamente incontrollata, tutti i giorni e a tutte le ore nei locali per cerimonie”.

IL TAVOLO DI CONFRONTO. Una mediazione è quello che cerca “La paranza delle idee”. “Nonostante l’ordinanza sindacale emessa per disciplinare gli orari, da quest’anno, a dire il vero, meno restrittivi, e le misure di contenimento delle emissioni sonore, anche per il 2019 non si è riusciti a trovare una soluzione che tuteli e concili i differenti legittimi interessi in gioco”. Ecco allora che l’associazione ha chiesto l’istituzione di un tavolo di concertazione tra comune, titolari degli stabilimenti balneari e cittadini, associazioni e comitati interessati, così da “favorire il dialogo tra istituzioni e operatori del settore, con l’auspicio di ritrovarsi presto tutti dalla stessa parte per condurre battaglie, come quella per la risorsa mare, per le quali sarebbe opportuno che emergesse un interesse comune”.