Napoli. Fico contro Meloni: 'Una premier donna contro le vittime di violenza'
Il presidente della Regione Campania al megafono sulla legge Buongiorno
15-02-2026 | di Redazione
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Fico prende il megafono in piazza Plebiscito e attacca Meloni: "Una premier donna che non le difende". A Napoli in piazza contro ddl Bongiorno, "Meglio nessuna legge che questa" Valente (Pd), saranno le piazze a dire a Meloni di fermarsi.
Donne e pochi uomini in piazza del Plebiscito, a Napoli, in contemporanea con altre città italiane, per il presidio "Senza consenso è stupro" contro il ddl Bongiorno che interviene sull'articolo 609 del codice penale in materia di violenza sessuale. Una mobilitazione trasversale che ha riunito associazioni femministe, centri antiviolenza, giuristi, sindacati (Cgil e Uil) e rappresentanti politici, con al centro il tema del "consenso". Nel mirino dei manifestanti la proposta di legge presentata dalla senatrice della Lega Giulia Bongiorno, che modifica la formulazione approvata alla Camera.
Il testo elimina l'espressione "assenza di consenso libero e attuale", introdotta durante l'esame a Montecitorio, e ripristina una
formulazione fondata sulla "volontà contraria".
Secondo i promotori del presidio, la sostituzione del riferimento esplicito al consenso con quello al dissenso comporterebbe uno spostamento dell'attenzione dalla necessità di un consenso chiaro alla prova di un'opposizione espressa.
"Meglio nessuna legge che questa legge", sostengono i partecipanti. La data scelta per la manifestazione è simbolica: il 15 febbraio 1996 il reato di stupro veniva riclassificato come reato contro la persona e non più contro la morale pubblica, segnando una svolta nell'ordinamento italiano. Numerosi gli striscioni e gli slogan scanditi in piazza: "Per ogni donna stuprata o offesa siamo tutte parte lesa" e "Il consenso non si tocca, lo difenderemo con la lotta".
Centinaia di persone si sono tenute per mano formando un grande cerchio al centro della piazza, mentre ai margini il Carnevale proseguiva tra coriandoli e musica. Presente al presidio il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, che ha parlato di "vergogna" per un provvedimento che, a suo avviso, segna un arretramento sui diritti delle donne "proprio quando abbiamo una premier donna".
Fico ha ribadito l'impegno della Regione nel contrasto alla cultura maschilista e prevaricatrice e ha richiamato la Convenzione di Istanbul come riferimento nella tutela delle vittime di violenza.
Critico anche lo scrittore Maurizio De Giovanni, che ha definito la proposta "una stortura", sostenendo che "solo un governo a
trazione maschilista e patriarcale poteva immaginare una modifica del genere", e auspicando una maggiore partecipazione maschile alla mobilitazione. Per la senatrice del Partito Democratico Valeria Valente "saranno le piazze a dire a Giorgia Meloni di fermarsi". Secondo l'esponente dem, al Senato il concetto di consenso sarebbe stato sostituito con quello di "volontà contraria", con una differenza non solo terminologica ma sostanziale. Il riferimento al consenso, ha spiegato, "tutela anche i casi in cui la vittima non riesce a opporsi per shock o immobilità psicologica".
Nel corso del presidio è stato inoltre evidenziato come molte donne non denuncino le violenze subite per il peso delle prove richieste nei procedimenti giudiziari.
La mobilitazione napoletana si inserisce in una serie di iniziative promosse in diverse città italiane per sollecitare una revisione del testo ora all'esame del Senato. Il ddl prosegue infatti il suo iter parlamentare a Palazzo Madama.
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