Obiettivo Scugnizzeria. A fari spenti prosegue il lavoro del Napoli, alla ricerca atavica dei lotti giusti per fondare il centro sportivo interamente dedicato alla crescita e valorizzazione dei giovani, gettando le basi per un futuro ancor più solido per un club finalmente deciso ad investire anche sotto il profilo immobiliare.

IPOTESI MELITO. De Laurentiis, direttamente da Dimaro, rilanciò il progetto giovani, puntando anche sul rientro in azzurro di Reja in qualità di supervisore. Da allora però, dal club non sono più seguite dichiarazioni ufficiali. L’ipotesi più calda resta quella di Melito. Contatti fitti e continui tra il patron ed Antonio Amente, sindaco del comune a nord di Napoli, intervenuto sulle frequenze della radio ufficiale del club: "Il progetto va avanti. Dovevamo incontrarci il 13 settembre a Roma, ma a causa di un consiglio improcrastinabile dovremmo rivederci il 20. Le aree sono state ormai pubblicate da tutti, abbiamo individuato i terreni e fatto anche una delibera per lo sport, mandata al vaglio della provincia. Parliamo di un progetto che riguarderà la costruzione di 12-13 campi, probabilmente 13, ma ci sarà anche un albergo. L’idea del presidente è che nessun giovane calciatore di Napoli ed in generale del sud debba più scappare al nord. Progetto affidato all’architetto Zavanella? Non lo so, io mi sono attivato per ora con gli architetti del nostro comune. Andremo alla Filmauro dove incontreremo i tecnici di fiducia del presidente per poi andare alle firme. Mi auguro di partire in primavera, portando avanti gli adempimenti burocratici. In un anno, un anno e mezzo i lavori dovrebbero essere conclusi”.

NIENTE PIU' SAN PAOLO. Al vaglio anche l’ipotesi stadio. La telenovela infinita sullo stadio San Paolo ha ulteriormente incrinato il già delicato rapporto tra il club e la giunta De Magistris. Con la convenzione scaduta, il Napoli d’ora in poi sarà costretto a fittare di volta in volta l’impianto di Fuorigrotta: un triste epilogo che cozza con le ambizioni di una società che punta da sempre all’internazionalizzazione del brend. Considerazioni che spingono la proprietà a guardarsi intorno, valutando seriamente l’idea di mettersi in proprio, costruendo uno stadio ex novo, magari in un’area adiacente al comune di Melito: “Al momento la questione stadio è in stand-by perché sono coinvolti anche altri comuni – continua Amente -. Il presidente è determinatissimo per un impianto di 35mila posti, con ristoranti e tante attrazioni all'interno, da costruire in provincia. Se non sarà Melito, sarà altrove perché la sua idea è di lasciare il San Paolo”.


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