Non sono riusciti a salvare un bimbo di cinque mesi da un virus che sta seminando il panico tra i genitori. Undici medici indagati per non essere riusciti a salvare il piccolo Giuseppe Iovine. Morto a cinque mesi il neonato di Pimonte, a causa del virus sinciziale, sono sotto inchiesta lo staff medico del San Leonardo di Castellammare e del Santobono, più un pediatra della medicina territoriale.

La Procura di Torre Annunziata ha seguito ogni passaggio della delicata inchiesta condotta dai carabinieri, guidati dal capitano Carlo Venturini e partita dalla denuncia dei genitori di Giuseppe l'8 novembre scorso, giornata della tragedia. Ieri iscritti nel registro degli indagati i medici per poi svolgere l'autopsia martedì prossimo. Saranno i consulenti della Procura a stabilire se sia stato fatto tutto il possibile per evitare che il bimbo morisse.

Negli ultimi quattro giorni i magistrati hanno ricostruito l'intera vicenda per capire se ci sono responsabilità sanitarie da parte di chi lo ha avuto in cura. E soprattutto dei ritardi nella tempistica con cui si è diagnosticata la patologia in grado di portare ad una crisi respiratoria fatale.

Giuseppe stava male da giorni. I genitori, perciò, avevano prenotato una visita al Santobono. Ma poi il sei novembre scorso i medici della struttura specialistica li avevano rassicurati e il neonato era tornato a casa. Una tregua durata poco. A distanza di ventiquattro ore una nuova corsa in ospedale al San Leonardo di Castellammare di Stabia. In due giorni dal suo ricovero nel reparto di pediatria la situazione è velocemente peggiorata. Portato d'urgenza in sala operatoria il bimbo è stato anche intubato. L'intervento chirurgico non l'ha aiutato. Il bimbo è morto dopo poco.

Ora i genitori vogliono sapere se ognuno degli undici medici indagati abbia fatto tutto quanto era possibile per salvare quel bimbo, volato in cielo troppo presto.


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