Omicidio Antonio Morione, i killer provano a sfuggire all'ergastolo: 'Prove fragili, intercettazioni confuse'
Si avvia alla conclusione il processo per la morte del commerciante di Torre Annunziata, ucciso nella sua pescheria di Boscoreale
19-11-2025 | di Marco De Rosa
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I killer di Antonio Morione provano a sfuggire al carcere a vita. Secondo loro l'impianto accusatorio ha "elementi di indagine non oggettivi, contraddittori e privi di affidabilità tecnica. Tutti particolari - ha spiegato in aula l'avvocato Antonio De Martino, legale di Giuseppe Vangone - che non permettono di provare oltre ogni ragionevole dubbio la colpevolezzadi Giuseppe Vangone (e degli altri tre uomini della banda ritenuta esponsabile della morte di Antonio Morione).
L'udienza di oggi è stata tutta dedicata alle difese che hanno provato a smontare punto per punto la requisitoria delle pm Ambrosino e Moccia che hanno chiesto l'ergastolo per la banda. Tre, in particolare, sono i fronti su cui il legale di Vangone ha concentrato l’attenzione: la prima rapina nella pescheria di Giovanni Morione, la seconda rapina finita con l’omicidio di Antonio Morione e le intercettazioni captate nelle abitazioni di via Sepolcri che non avrebbero, secondo l'avvocato De Martino "elementi oggettivi e chiari per fare emergere una chiara responsabilità per i fatti contestati".
Il legale di Vangone si è poi soffermato sulla ricostruzione fisionomia dei killer effettuata dagli inquirenti. L'altezza di Vangone - ha dichiarato in aula - sarebbe stata indicata prima in 182 cm, poi in 178 e infine in 176 cm. Un margine di errore che mina la credibilità dell’intero processo identificativo".
Prima dell’intervento dell’avvocato De Martino, ha preso la parola l’avvocato Barbuto, difensore di Acunzo. Il legale ha sostenuto che il suo assistito abbia avuto un "ruolo marginale nell’intera vicenda, certamente non tale da configurare un concorso in omicidio. Barbuto ha inoltre evidenziato come gli inquirenti non abbiano mai fornito un quadro chiaro e documentato sui movimenti di Acunzo dopo il delitto, lasciando un vuoto investigativo che – secondo la difesa – impedisce qualsiasi attribuzione diretta di responsabilità". Ragion per cui la vocato Barbuto ha chiesto l'assoluzione per Acunzo, con derubricazione del reato a favoreggiamento.
Nella prossima udienza in programma la settimana prossima, le controdeduzioni delle pm Ambrosino e Moccia prima della sentenza definitiva su uno degli omicidi che hanno sconvolto le comunità di Torre Annunziata e Boscoreale.
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