Si potrebbe allargare ad altri inquilini di quello che viene definito il ‘palazzo dell’orrore’ del Parco Verde a Caivano l'indagine per l'omicidio della piccola Fortuna Loffredo, delitto per il quale è stato al momento accusato come responsabile il vicino di casa Raimondo Caputo. L’uomo avrebbe più volte abusato sessualmente della bimba di sei anni. È quanto filtra dalla sede della Procura della Repubblica di Napoli Nord ad Aversa che conduce le indagini sul tragico episodio.

Iscritti nel registro della Procura i due inquilini cui sono stati contestati i reati di false dichiarazioni al pm e favoreggiamento, per aver depistato le indagini sin dai primi momenti successivi alla morte di Fortuna. Due aspetti dell'inchiesta strettamente collegati, perché - secondo gli inquirenti - è probabile che qualche altro residente nel palazzo abbia fatto qualcosa di più che sviare le indagini. Gli elementi certi - a giudizio degli investigatori - riguardano la presenza di più presunti pedofili nello stabile: oltre alla situazione di Caputo, già in carcere per abusi sessuali, c'è la vicenda riguardante Salvatore Mucci, ovvero colui che per primo soccorse Fortuna e la pose in auto agonizzante per accompagnarla in ospedale.

Mucci è stato arrestato nel dicembre 2014 per abusi sessuali sulla figlia di 12 anni. Pochi mesi dopo toccò alla compagna, accusata dello stesso reato. C'è poi la stessa compagna di Caputo già da mesi agli arresti domiciliari per concorso in abusi sessuali ai danni di una delle tre figlie, in quanto avrebbe sempre assistito alle violenze del convivente senza denunciare nulla. In totale sono almeno cinque i bimbi dello stabile vittime di abusi. Un vero e proprio giro di pedofili che potrebbe aver coperto le responsabilità dell'omicidio Fortuna, e un anno prima, quelle sulla morte di Antonio Giglio, figlio della compagna di Caputo, caduto dal settimo piano del palazzo. Gli inquirenti sarebbero intanto vicini all'identificazione dei responsabili del lancio della molotov verso la finestra della compagna di Caputo.

Pietro: 'Giustizia per tutti i bimbi'

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