Omicidio Morione: 'Una legge nazionale a tutela di tutte le vittime innocenti'
Dopo le condanne, il sindaco di Torre Annunziata in visita alla casa del commerciante ucciso l’antivigilia di Natale 2021
13-12-2025 | di Marco De Rosa
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Una legge nazionale a tutela di tutte le vittime innocenti della criminalità. A dirlo è Corrado Cuccurullo, Sindaco di Torre Annunziata che ieri sera, in compagnia del vicesindaco Tania Sorrentino ha fatto visita alla famiglia di Antonio Morione, il commerciante ucciso la sera dell’antivigilia di Natale del 2021 da una banda di killer nella sua pescheria di Boscoreale. A quasi quattro anni dai fatti è arrivata una sentenza che segna un punto fermo sul piano giudiziario e apre una riflessione profonda sul piano umano e civile. Qualche giorno fa, infatti, la Corte d’Assise di Napoli ha condannato in primo grado gli autori delle rapine alle pescherie dei fratelli Morione a Boscoreale, durante le quali Morione venne ucciso mentre tentava di difendere il proprio lavoro e la propria famiglia.
Una decisione che, pur non potendo colmare l’assenza, restituisce dignità e giustizia alla memoria di un uomo perbene. È con questo spirito che il sindaco di Torre Annunziata, assieme alla vedova Cerrato (che ora ricopre il delicato ruolo istituzionale di vicario, con delega alla legalità) ha fatto visita alla vedova e ai figli di Antonio, portando loro la vicinanza sua personale e dell’intera città.
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“Alla moglie e ai figli di Antonio ho voluto testimoniare la solidarietà mia e di tutta Torre Annunziata – ha dichiarato il primo cittadino –. Sappiamo bene che Antonio non tornerà, ma questa condanna rappresenta un atto di giustizia nei confronti della sua famiglia, che in questi anni ha vissuto un dolore immenso”.
Nel suo intervento, il sindaco ha voluto allargare lo sguardo oltre il singolo caso, sottolineando come la famiglia Morione sia l’ennesimo esempio di vittime innocenti della criminalità comune, spesso dimenticate e prive di adeguate tutele. “Persone semplici – ha spiegato – alle quali i mali della nostra terra hanno portato via gli affetti più cari. Famiglie che subiscono una ferita irreparabile e che troppo spesso restano sole”.
Da qui l’appello pubblico lanciato dal primo cittadino: “Lo Stato deve riconoscere alle vittime della criminalità comune gli stessi diritti garantiti a quelle della criminalità organizzata. Esiste un vuoto normativo che va colmato: per questo è necessaria una legge nazionale che assicuri sostegno, riconoscimento e dignità a tutte le vittime innocenti”.
Parole che trasformano una visita istituzionale in un gesto carico di significato, capace di unire il tema della giustizia a quello della responsabilità collettiva. La sentenza chiude una fase processuale, ma il dolore resta. E con esso resta il dovere, per le istituzioni e per la società tutta, di non dimenticare Antonio Morione e tutte le vittime silenziose di una violenza che continua a colpire le persone comuni.
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