Imputati i ragazzi che hanno scagliato 7 coltellate contro due persone, una della quali ci ha rimesso la vita. Si tratta di Nicholas Di Martino, il 17enne morto il 25 maggio 2020 a Gragnano. Alla sbarra due giovani di poco più grandi di lui, Maurizio Apicella e Ciro Di Lauro.

Ma al processo, iniziato questa mattina in Corte d’Assise, il comune non si è costituito parte civile. Nessuno si è presentato in aula per chiedere che anche il comune di Gragnano faccia parte del processo.

In aula stamattina sono state accolte tutte le documentazioni che verranno discusse nell’istruttoria dibattimentale. Autopsia, perizie, cartelle cliniche, intercettazioni telefoniche e ambientali, perfino sentenze legate ai clan del territorio.

Nella prossima udienza, fissata al 26 maggio (per la stessa data si celebrerà il rito abbreviato nei confronti dei fratelli Antonio e Giovanni Carfora, figli del boss Nicola “’o fuoco”, Raffaele Iovine e Giovanni Amendola) verrà incaricato il perito Teresa Verde per la trascrizione delle intercettazioni.

Un passaggio chiave del processo che si avvarrà delle discussioni avute in carcere con i killer e perfino nei corridoi dell’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia. Da quelle intercettazioni il pm Cimmarotta proverà a inchiodare i presunti assassini alle loro responsabilità.