Ventiquattro anni fa venne assassinato dalla camorra Raffaele Pastore, il commerciante che si ribellò al pizzo e denunciò i suoi estorsori.

“Raffaele continua a vivere nei nostri ricordi, in quelli della moglie Beatrice, dei figli e di tutti coloro che lo stimavano e gli volevano bene – afferma il sindaco Vincenzo Ascione -. Pastore è stato uno dei primi ad affrancarsi dalla schiavitù della paura e a ribellarsi al giogo che voleva imporgli la criminalità organizzata, in un’epoca in cui erano rarissimi i casi di denuncia per estorsione. Da allora molto è cambiato: si sente più forte la presenza di istituzioni, associazioni, magistratura e forze dell’ordine, ed il velo d’omertà sta pian piano cadendo. I recenti episodi di natura intimidatoria perpetrati nei confronti di commercianti ed imprenditori, ci fanno percepire che, nonostante gli arresti e le condanne che si sono susseguiti in questi anni, persiste ancora la presenza della criminalità sul nostro territorio. Ecco perché bisogna seguire la strada tracciata da Raffaele Pastore e da tutti coloro i quali hanno sacrificato la vita nel tentativo di ribellarsi alla camorra”.