Omicidio Perinelli, domani la convalida ma per i pm non c'è stata premeditazione.

Si svolgerà mercoledì 10 ottobre l'udienza di convalida del fermo di Roberto Galasso, il venditore ambulante che ha confessato di avere ucciso, nella tarda serata di sabato 6 ottobre,  il calciatore dilettante Raffaele Perinelli.

Nella mattina di martedì 9 ottobre i pm che seguono il caso, Anna Frasca e Stefano Capuano, invieranno al gip gli atti e la richiesta. Al momento al giovane non è contestata l'aggravante della premeditazione, ma solo quella dei futili motivi. Galasso, infatti, ha ammesso di avere avuto con sé un coltello, ma ha ucciso Perinelli con un solo fendente.

Galasso ha ammesso di avere agito dopo una discussione avvenuta con Perinelli nei giorni precedenti. E, nel timore di una ritorsione del calciatore, girava armato di coltello. Attualmente sono ancora in corso le indagini per ricostruire la dinamica di quanto accaduto dopo che Galasso ha sferrato il colpo mortale, compreso il compito di ritrovare l’arma del delitto. I carabinieri stanno passando al setaccio la zona attigua al ponte della Bellana, da cui sarebbe stato gettato il coltello.

I familiari, nel frattempo, chiedono giustizia: “Non chiedo pietà, dispiacere, tenerezza, compassione, non ne ho bisogno. Chiedo solo a chiunque volesse bene a mio fratello di aiutarmi a testimoniare e tutelare anche solo con la vostra presenza”, ha detto la sorella Francesca. “Lello è stato ucciso e io e la mia famiglia siamo morti con lui. Se vi chiediamo di essere severi con chi ha ucciso Lello non è per vendetta ma è perché crediamo e vogliamo continuare a credere nella Giustizia, quella con la G maiuscola e non quella delle leggi fredde e dei cavilli inutili. Raffaele aveva scelto strade in salita e su quelle strade correva come correva sui suoi campi di calcio dimostrando a se stesso e agli altri che anche a Milano, anche a Napoli, i ragazzi che scelgono la legalità possono farcela. Ecco perché vi chiediamo Giustizia”.

La confessione

L'assassinio