A poco più di 10 anni dalla morte di Giuseppe Veropalumbo, un raggio di sole filtra nelle nubi che avvolgono il caso.

Il fascicolo Veropalumbo, infatti, è ufficialmente riaperto: il dirigente della Polizia di Stato di Torre Annunziata Vincenzo Gioia ha informato la vedova Carmela Sermino sul nuovo procedimento che è stato messo in atto da questa mattina: “Appena ho saputo la notizia sono scoppiata in lacrime, è stata una gioia indescrivibile”.

Un colpo al cuore, quello avuto da Carmela Sermino che, a distanza di 10 anni, aspetta con fiducia e speranza che venga fatta giustizia per suo marito, assassinato dinanzi agli occhi della sua famiglia da un proiettile vagante esploso da ignoti che “festeggiavano” a modo loro l’inizio di un nuovo anno. “In questi anni – ha proseguito Carmela Sermino - mi sono battuta sempre per la verità e proprio per questo mi dispiace che tuttora non ci sia un colpevole. Al contempo, però, la riapertura delle indagini dimostra che Giuseppe non è stato dimenticato e continua il percorso per assicurare alla giustizia chi l’ha assassinato”.

Non sarà però un percorso semplice: servirà tempo, infatti, ai magistrati per verificare l’attendibilità delle informazioni in loro possesso ed accertare che siano compatibili con le nuove perizie effettuate anche con l’ausilio di un drone sul palazzo di Corso Vittorio Emanuele III: “La mia speranza – ha dichiarato la Sermino -, da cristiana, è che venga fatta giustizia: negli anni, però sono stata abituata a non scoraggiarmi, perfino quando nel 2016 è stato chiuso per l'ultima volta il caso. Ecco perché, aldilà della comunicazione del pm Silvio Pavia che ha ufficialmente riaperto il caso – continuerò la mia battaglia per la ricerca della verità”.

Nuovi sviluppi in corso, quindi: nelle prossime ore Carmela Sermino giungerà a Torre Annunziata per conoscere quanto più dettagliatamente possibile il decorso delle indagini. Non si esclude un ritorno nella palazzina in cui avvenne l’omicidio: “Ogni volta che torno sul posto la sofferenza è tanta, ma occorre essere forti. Il mio appello è quello di restare uniti e non abbassare mai l’attenzione sul caso. Giuseppe Veropalumbo vuole ancora giustizia”. 

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