“Spero che a Torre Annunziata arrivi un mecenate per valorizzare l’area all’esterno degli Scavi, così come la HP sta facendo nel centro storico di Ercolano”. Il sindaco Enzo Ascione saluta così l’apertura straordinaria di “villa B”, il sito archeologico di Lucius Crassius Tertius. (clicca qui per il video). La villa commerciale, risalente al secondo secolo A.C., sarà aperta al pubblico dal 16 luglio, tutti i venerdì di luglio e agosto, dalle 16:00 alle 19:00. “Sono emozionato perché oggi è un giorno importante per la città – ha affermato il sindaco – Il mio auspicio è che questa iniziativa sia da volano per il rilancio del quartiere, anche attraverso la stipula di un protocollo d’intesa con lo Spolettificio”. Stamattina apertura straordinaria dedicata alla stampa ed addetti ai lavori, poi da domani accesso per i visitatori che saranno accompagnati dai volontari dell’ArcheoClub. (clicca qui per le foto). Poi, per il futuro, speriamo ci sia un mecenate". (Il sindaco si riferisce alla partnership siglata nel 2001 tra la Soprintendenza di Napoli e Pompei e la Fondazione Istituto Packard, guidata da David Packard, figlio del magnate americano proprietario del colosso informatico HP, che con la fondazione ha finanziato negli ultimi 20 anni diverse decine di milioni di euro per il recupero dell'antica Ercolano e dell'area circostante, ndr).

“Aspettavamo da tempo questo giorno – ha detto Mirella Azzurro, presidente dell’Archeoclub – poter visitare questa villa offre delle nozioni in più sull’antica Pompei. La villa di Poppea era una classica residenza di lusso, mentre questa era una sede dove si lavorava, si imbottigliava il vino e si lavorano i prodotti agricoli”.

“Sono emozionato perché è un luogo che non è stato mai aperto al pubblico per diverse criticità che in parte ancora persistono – ha detto il direttore del Parco Archeologico di Pompei Gabriel Zuchtriegel - E’ un’occasione per conoscere da vicino la villa B, un complesso interessante ancora in fase di studio, diverso dalle classiche ville residenziali, che pone ancora delle domande sulla ricerca. Da qui la collaborazione con l’Università del Texas che da 15 anni sta portando avanti Oplontis Project, progetto guidato dal prof Clarke con altri 40 ricercatori di diverse nazionalità”.

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