Dopo la stretta decisa dal Governo su ballo e movida con l'ordinanza del ministro Roberto Speranza, il Viminale scrive ai prefetti per invitarli ad organizzare i servizi sul territorio alla luce delle nuove prescrizioni.

Intanto, i gestori ricorrono al tar per chiedere l'immediata riapertura delle discoteche. Sul fronte contagi, dati in calo nelle ultime 24 ore (379) ma con un ridotto numero di tamponi (6mila meno di ieri), mentre aumentano i ricoverati (810) e le terapie intensive (58). Dati che vengono letti con preoccupazione del Governo, che potrebbe mettere in campo nuove misure se il trend dovesse riportare i casi ai numeri del periodo del lockdown. 

In seguito allo stop al ballo e l’obbligo di indossare mascherine dalle 18.00 alle 6.00 nei luoghi della movida, il capo di Gabinetto del Viminale Bruno Frattasi ha inviato una circolare ai prefetti per invitarli a convocare i Comitati provinciali dell'ordine e della sicurezza in modo da organizzare i servizi di vigilanza sul territorio per far rispettare le nuove prescrizioni.

In quella che è la sua prima circolare da capo di Gabinetto del Viminale, Frattasi invita i prefetti a coinvolgere sindaci e polizia locale "per le misure di vigilanza, prevenzione e controllo ritenute più idonee a scongiurare la violazione delle predette prescrizioni".

In sostanza, ogni prefetto rafforzerà i servizi di vigilanza sui luoghi più a rischio assembramenti e sui locali della movida per verificare il rispetto del divieto di ballo e l'obbligo di indossare la mascherina. Ed il lavoro non mancherà agli agenti se si pensa anche ai rave party abusivi come quello durato 4 giorni e che si è concluso ieri mattina nel Cremonese (un esempio su tutti, ndr) coinvolgendo un migliaio di giovano che si sono ritrovati a ballare, in gran parte senza mascherina. 

Il Governo, da parte sua, guarda con preoccupazione alla curva dei contagi, pronto a nuove misure restrittive se dovesse proseguire la salita. Dopodomani è in programma una riunione del Comitato tecnico scientifico che esaminerà la situazione. Il coordinatore del Cts, Agostino Miozzo, è stato chiaro: "di fronte al superamento di alcuni limiti, saranno necessarie chiusure. Parlo di lockdown localizzati", circoscritti cioè alle aree più critiche. L'esperto microbiologo Andrea Crisanti rileva che "In Italia, se andiamo a guardare rispetto a due-tre settimane fa, i casi si sono triplicati, ma originano principalmente da trasmissione endogena, e sono sicuramente importanti. L'Italia non sta in una bolla impermeabile rispetto a quanto succede del mondo". 

Il provvedimento