La richiesta di rinvio a giudizio del pm è già pronta nell’ufficio del gip Antonio Fiorentino al Tribunale di Torre Annunziata. L’accusa è chiara: violenza sessuale e minaccia aggravata dalle armi. L’ultima agghiacciante storia di soprusi sulle donne arriva stavolta da una pizzeria di Rovigliano, alla periferia industriale della città. La vittima è una cameriera torrese di 35 anni. Il suo presunto ‘aguzzino’, R.F. (oggi formalmente solo indagato), è molto più grande (del ’45), di mestiere fa il cuoco e lavora con lei, nello stesso locale.

LA STORIA, ‘LE PAROLE’ La cameriera, tra novembre 2013 ed aprile 2014, avrebbe subito continue violenze dallo chef nella cucina della pizzeria. Il tutto partito da una telefonata al cellulare, quasi innocua, di domenica mattina “per farti sentire il rumore delle onde, sono venuto a correre in riva al mare”. Queste le prime parole dette dall’uomo al telefono. Frasi ‘insolite’, che insospettiscono la ragazza di Torre Annunziata.

La cameriera il giorno dopo torna a lavoro, ma sente un clima diverso attorno a sè: pesante, sempre più opprimente col passare dei giorni. Con la scusa di andare ‘di là in cucina’ a prendere pentole, mestoli e posate, lo chef sarebbe passato più volte all’azione. Prima una ‘palpatina’ alla schiena, poi giù ai fianchi e di nuovo su, al seno della ragazza, che un giorno stufa delle continue, morbose ‘attenzioni’ prova pure a difendersi: “Avete un’età, pensate a vostra moglie” avrebbe raccontato la presunta vittima ai carabinieri di Torre Annunziata, sporgendo querela contro il cuoco 70enne.

L’INCHIESTA E IL PROCESSO La secca replica fa arrabbiare R.F. che, secondo quanto emerso dalle indagini, all’ennesimo rifiuto della cameriera l’avrebbe pure minacciata con un coltello di medie dimensioni. Arma che non ha spaventato la vittima, nel frattempo disoccupata (la ragazza ha poi lasciato la pizzeria), ma coraggiosa per il suo racconto fornito nei dettagli ai militari. Il pm Francesco De Tommasi della Procura della Repubblica oplontina ha chiuso presto l’inchiesta, chiedendo al gip il rinvio a giudizio dello chef. Domani la prima udienza del processo al Tribunale di Torre Annunziata. La giovane vittima (difesa dall’avvocato Arturo Panariello) si costituirà in aula parte civile.