"Se non mi dai minimo 50 euro, ti faccio una multa. Io pensai che il vigile scherzasse". Invece scherzo non era ed a casa gli arrivò un verbale da 84 euro, per aver parcheggiato l'auto (una Smart) in sosta vietata tra via Roma e via Vittorio Emanuele. Al via al Tribunale di Torre Annunziata, con la testimonianza della persona offesa, J.F., cittadino marocchino, il giudizio immediato a carico di Giuseppe Salvati, 58 anni, all'epoca dei fatti sovrintendente capo al Comando della Municipale di Poggiomarino. Salvati è imputato per falso ideologico e concussione. Il suo arresto fece scalpore in città, così come l'intera vicenda ricostruita dalla Procura oplontina.

Il vigile vende la sua Smart al marocchino: 1100 euro, il prezzo concordato da pagare. Salvati ottiene solo la prima sostanziosa "tranche" del pagamento (1000 euro). Gli altri 100 non arrivano. J.F. ne paga poi 50. A questo punto manca solo l'ultima banconota, che per l'accusa sarebbe stata chiesta nei termini ricostruiti oggi in aula dalla presunta vittima. "Se non mi dai minimo 50 euro, ti faccio una multa. Peppe disse proprio così", ribadisce per due volte in udienza il cittadino marocchino, rispondendo fermo alle domande del pm della Procura di Torre Annunziata, Marco Mansi.

A tradire Salvati, così emerge dalle indagini, fu il gps installato nella Smart. L'antifurto satellitare dimostrò che quel giorno l'auto era in garage, non a via Roma. Da lì prima un esposto in Prefettura di J.F., poi il via all'inchiesta, l'arresto di Salvati ed i successivi domiciliari per il vigile perchè, si legge nell'ordinanza del 31 ottobre scorso, firmata dal gip Elena Conte, sussisteva "il potenziale pericolo che il Salvati potesse contattare la vittima, per indurla a modificare la versione dei fatti".

Fatti invece pienamente confermati oggi al processo da J.F. Prossima udienza a fine mese, quando dinanzi alla seconda sezione penale del Tribunale torrese sarà ascoltato come teste il Comandante dei vigili di Poggiomarino.