“Alcuni dipendenti comunali, per lo stato di emergenza, hanno iniziato a lavorare alle 4 di mattina non ricattando sullo straordinario”. È stata sicuramente una frase ad effetto, ricca di pathos, quella che il primo cittadino di Torre Annunziata, Giosuè Starita, ha lasciato alla storia e ai posteri, durante la famosa arringa che ha tenuto nell’assise serale dell’11 marzo, quando la maggioranza ha approvato il debito di Palazzo Fienga. Quei 400 mila euro che, con l’estrema sicurezza, data anche da parole lucide e inoppugnabili, sembrano già essere tornati nelle casse comunali ma che solo il tempo, i decenni, ci diranno che, probabilmente, non sarà così.

Tornano in mente proprio quelle parole del primo cittadino alla lettura della determina 69, pubblicata all’albo pretorio questa mattina e che, ironia della sorte, è datata proprio 11 marzo. Una data che ricorre.

Il testo dell’atto è essenziale: poche parole per dire che l’Ente oplontino, su disposizione dei dirigenti D’Alessio e Ariano, paga 3.831,3611 euro ai dipendenti che nei mesi di gennaio e febbraio hanno fatto lavoro straordinario.

Se è vero, come dimostrano le foto, che l’allegato dovrebbe essere “parte integrante e sostanziale” ma non c’è, ed è anche vero, come ebbe a dire un vecchio saggio, che “a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca”, viene da considerare che questi 4000 euro circa sono quel famoso “lavoro straordinario fatto alle 4 di mattina”. Considerando che il lavoro va pagato, avrebbe fatto meglio Starita a sorvolare su quel dettaglio macroscopico che lasciava quasi intendere un sacrificio per la patria torrese fatto con lui da alcuni funzionari.

Infine, resta il rammarico che, per l’ennesima volta, il sito comunale presenta carenze “sostanziali”, messe ad arte su alcuni atti, che nemmeno il primo cittadino nota.

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L'arringa di Starita su Palazzo Fienga