“Dare un’opportunità ai giovani di Torre Annunziata. Partendo da asili nido, scuola, e lavoro. Bisogna farlo adesso altrimenti non ne usciremo mai da questa guerra. Se diamo alle nuove generazioni un segnale, saranno loro stessi a non scegliere l’alternativa più semplice, che in alcuni luoghi è la criminalità”.

Paolo Siani non ha usato troppi giri di parole per descrivere il clima in cui è rimpiombata Torre Annunziata.  Un weekend di sangue e morte che ha puntato i riflettori sull’escalation di violenza che si respira in città. Un gambizzato in pieno centro e un omicidio in pieno giorno dinanzi a una chiesa affollata sono segnali che non devono restare inascoltati.

“L’accoglienza di studenti e giovani qui a Villa Parnaso – ha continuato Paolo Siani, oggi a Villa Parnaso per ricordare il fratello Giancarlo, ucciso dalla camorra – mi fa emozionare e pensare che ho fatto bene in questi 36 anni a ricordarlo. Il mio obiettivo è quello di dare una mano a una città in difficoltà. Non è questione di ordine pubblico, ma di cultura, società covile e investimenti che arriveranno. Se sapremo spenderli, entro 10 anni avremo un sud migliore. Dobbiamo dare un segnale di rinnovamento radicale”.

Di segnali ha parlato anche il referente di “Libera” don Ciro Cozzolino, che ha parlato non solo di fallimento della politica locale ma anche di “disarmare Torre Annunziata, una battaglia difficile perché non basta una manifestazione. La camorra, nascondendosi dietro anche le maschere delle persone per bene, si è sedimentata nella società. Ricordare l’impegno di Giancarlo è solo un tassello di un’opera più grande nella lotta contro l’illegalità e la camorra”.

Presenti all’iniziativa anche il senatore Sandro Ruotolo, prima di andare in prefettura per un incontro con Marco Valentini, i cui contenuti saranno illustrati nel tardo pomeriggio. Oltre a lui, presente Fabiola Staiano, figlia dell’imprenditore torrese Luigi Staiano, assassinato dalla camorra il 4 luglio 1984 dopo aver rifiutato di pagare il pizzo; e la famiglia Cerrato, che ancora grida di dolore per la scomparsa di Maurizio. Vittime innocenti della criminalità che sono entrambe “rammaricate ma felici di sapere che finalmente la città abbia dato un segnale di ribellione dalla violenza e dalla camorra”.

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