Parco del Vesuvio, strutture e piscina abusive: scatta la demolizione dopo 17 anni
Ruspe in azione a Torre del Greco, Procura di Torre Annunziata in azione
02-12-2025 | di Redazione
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Opere abusive nel Parco Nazionale del Vesuvio, ruspe in azione a Torre del Greco in via Cupa Vecchio. Scatta la demolizione dopo 17 anni dalla sentenza. Nell'ambito dell'attività di contrasto al fenomeno dell'abusivismo edilizio, che costituisce una delle priorità dell'azione della Procura, in esecuzione di un ordine di demolizione emesso dal Tribunale di Torre Annunziata, sezione distaccata di Torre del Greco, si è proceduto alla demolizione di più opere abusive, consistenti in:
-perimetrazione dell'intera particella dove insisteva l'abuso edilizio, incluso il cancello d'ingresso alla proprietà (in ferro a doppia anta motorizzato) di lunghezza pari a circa 3,86 m, con muri di recinzione (h. media 1,00) completamente rifiniti e soprastanti pannelli in ferro (h. media 1,00), su tre prospetti del lotto, a Sud, Est, ed Ovest, oltre alla pavimentazione in ciottoli di terracotta, compresi i massetti, oltre alla rampa di accesso fino al confine con la strada con pavimentazione a secco;
-piccolo manufatto in muratura con solaio in tavelloni di laterizio e calcestruzzo, completo di manto bituminoso e giustapposizione di tegole lungo il perimetro. Tale manufatto era dotato di due porte di accesso, rispettivamente al bagno finemente rifinito internamente ed esternamente e al deposito, e adiacente forno in muratura, completo di intonaco, tegole in superficie, canna fumaria e mensola di appoggio laterale; piscina interrata costituita da una struttura metallica zincata, per una superficie di circa mq 46,00 (per una profondità di circa 2,00 m), completa di rivestimenti interni e pavimentazione con mattonelle in cotto lungo il suo perimetro e per l'intera superficie piana;
-scala in muratura, completa di pavimentazione in mattoni di terracotta, dotata di n. 10 gradini; due scale di accesso ad un terrazzamento, complete di pavimentazione e ringhiere in ferro (h. 1,00 m) di perimetrazione ed il sovrastante terrazzo pavimentato anch'esso, con pavimentazione di mattonelle in cotto;
-terrazzamento a nord, accessibile da due gradini, più massetto di calcestruzzo completo di pavimentazione in mattonelle di cotto e delimitato con recinzione in legno (h. 1,00 m),
- struttura prefabbricata su terrazzamento al nord, di cui al punto precedente, completamente in legno con copertura a doppia falda inclinata e provvista di tegole argillose e completa di grondaia e tubazioni in rame, con altezza max 3,00 (completa di porta di accesso e di infisso);
-corpo forno esterno in muratura costruito in aderenza al volume utilizzato come vano bagno e deposito; ampliamento e chiusura di un pergolato, con muratura di circa 1,00 m e soprastante alluminio effetto legno e vetri, per una superficie di circa 55,00 mq, completa di porte di accesso anch'esse in alluminio e vetro; detto manufatto era adibito a soggiorno e cucina e completo in tutte le rifiniture interne ed esterne compresi rivestimenti, impianti tecnologici, grondaia e gocciolatoio; ampliamento della pavimentazione esterna adiacente alla piscina interrata;
-ampliamento di circa 60,00 mq con altezza pari a circa 3,30 m del manufatto adibito a soggiorno e cucina; detto ampliamento era stato realizzato in muratura, con solaio piano completo di grondaia e gocciolatoio, rifinito sia internamente che esternamente;
struttura in legno, avente una superficie di circa 15,00 mq, formata da n. 4 pilastrini fissati alla pavimentazione, travi di collegamento ad un'altezza di circa m 2,20 e altezza massima di circa m 3,00, completa di impianto elettrico; la superficie pavimentata alla quale si ancorava la struttura era di circa 50,00 mq. L'area nella quale erano state realizzate le opere abusive rientra nella perimetrazione del Parco Nazionale del Vesuvio, ed è quindi sottoposta a vincoli.
L'esecuzione delle demolizioni delle costruzioni abusive disposte dall'Autorità Giudiziaria rappresenta, per la tutela del territorio, uno strumento insostituibile sia in chiave repressiva, per il ripristino delle condizioni ambientali violate, sia in chiave preventiva, per l'efficacia dissuasiva nei confronti dell'abusivismo edilizio. Nel caso di specie si è data esecuzione ad una condanna relativa ad una sentenza risalente all'anno 2008. Grazie all'incessante opera di sensibilizzazione della Procura, la demolizione ha avuto luogo da parte del proprietario del manufatto abusivo, in regime di autodemolizione, senza impiegare le somme di denaro già stanziate, al fine su indicato, dal Parco Nazionale del Vesuvio in virtù del protocollo stipulato da detto Ente con la Procura.
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