“Noi siamo per fare l’intervento, iniziato quando avevamo responsabilità di governo regionale e nazionale. Ovviamente, non così come viene presentato ma con le correzioni che abbiamo proposto, frutto dell’ascolto di cittadini, associazioni e amministrazioni”. È Lello Topo, capogruppo PD in consiglio regionale, a sintetizzare il ‘Dossier Sarno’, presentato questa mattina in pompa magna nell’aula Siani di Palazzo Criscuolo a Torre Annunziata. Erano presenti tutti i livelli istituzionali del Partito, da Roma ai comuni sui quali ricadono le “opere invasive come le vasche o la seconda foce di Rovigliano” previste nel Grande Progetto Sarno.

L’anima dell’iniziativa è Paolo Persico, attuale assessore al comune di Boscoreale ma già funzionario di partito. Ha sempre creduto ad un progetto differente, portando avanti incontri con l’associazione ‘Faro del Sarno’. “In questi anni abbiamo fatto numerosi approfondimenti delle questioni relative al Progetto Sarno – dice Persico, con una storia personale che inizia con il PCI – La nostra posizione è sempre stata critica. Le vere priorità sono il disinquinamento ma soprattutto la rete fognaria. Invece, ci ritroviamo con la Regione che non riesce a spendere 400 milioni”.

Dossier Sarno. La storia del disinquinamento e quella degli impianti di depurazione. Le reti fognarie ed i collettori da completare. Le vasche realizzate ed abbandonate. Il disastro del consorzio di bonifica. Sedici pagine dove emergono le criticità all’attuale Grande Progetto e le proposte dei Democratici. “No alla seconda foce ed alle tante vasche. Insistere sulla risistemazione della rete idrica minore, ripristinare i sistemi di intercettazione dei rifiuti solidi, ripensare alla funzione del canale conte di Sarno”.


Non sono mancate le critiche di alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle che, ormai un anno fa, hanno iniziato e portato avanti la battaglia contro il Grande Progetto.
“Nel passato sono stati fatti errori di valutazione”, ha ammesso Tonino Amato, presidente della commissione bonifiche ambientali, e precisa: “Un partito serio modifica alcune considerazioni ma la questione di fondo resta: siamo per il disinquinamento del fiume. Abbiamo chiesto un confronto agli assessori competenti ed ai tecnici su questa iniziativa perché crediamo che questo intervento, così com’è, serve solo a sprecare risorse. Occorre – conclude – anche un piano di gestione e pulizia delle vasche già realizzate”.


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