Qualche giorno fa ho letto la notizia che Nicoletta Mantovani, seconda moglie di Luciano Pavarotti, ha raccolto in un libro le ricette preferite del grande tenore. Ormai sono passati quindici anni dalla morte di Big Luciano, eppure nessuno può dimenticare la battaglia legale (e mediatica) che ci fu per accaparrarsi il suo patrimonio, nonostante Pavarotti avesse fatto ben tre testamenti nell’arco della sua vita.

Tuttavia, subito dopo la sua morte, si verificò un susseguirsi di polemiche e illazioni. La prima fu un’amica dell’artista che accusò la Mantovani di averlo raggirato ai fini ereditari, di avergli impedito i contatti con vecchi amici e con le figlie e, infine, di aver ricevuto una disperata confessione dal cantante stesso, che le avrebbe chiesto di parlare solo dopo i suoi funerali. La Mantovani rispose con una querela e una richiesta di risarcimento pari a 30 milioni di euro, successivamente ritirata.
Poi, a scagliarsi definitivamente contro la seconda moglie del cantante furono le tre figlie avute dalla prima moglie Adua Veroni. In realtà il testamento redatto nell’estate del 2006 aveva avuto una prima modifica datata 13 giugno 2007 e sottoscritta a Modena, fino a una stesura definitiva che risale al 29 luglio dello stesso anno.

Queste ripetute modifiche alimentarono alcuni sospetti, al punto che la Procura della Repubblica di Pesaro aprì un’inchiesta a carico di ignoti, archiviata nel dicembre 2008, che ipotizzava la circonvenzione di incapace. Secondo l'accusa, l’artista, stanco e malato, avrebbe potuto essere non lucido e consenziente al momento di modificare le proprie volontà, in particolare a favore della sola Mantovani.

Nel luglio del 2008 le figlie raggiunsero un accordo in merito alla suddivisione di alcuni beni immobili interessati dalla questione testamentaria. La Mantovani, inoltre, si impegnò a liquidare alle tre donne, secondo i valori di mercato, ciò che competeva loro in merito alle proprietà da lei ereditate. Per quanto riguarda infine i titoli, le partecipazioni in società e persino gli abiti di scena, furono suddivisi equamente secondo i parametri legali.
Anche questa storia ci insegna quanto sia fondamentale organizzare per tempo e con l'aiuto di professionisti affidabili una corretta pianificazione successoria, che tenga conto sia delle volontà proprie ma anche che dei vincoli di legge.


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