“Ragazzi non fate gli scemi che vi tagliano le teste!”. E’ un ‘informatore’ dei Tasseri quello che in una delle tante intercettazioni - contenute nel provvedimento eseguito ieri mattina – avvisa la famiglia di pusher del Piano Napoli, dell’inquietante presenza di alcuni esponenti del clan Mazzarella di Napoli. Una visita inattesa, non certo scaturita da qualche nuova alleanza all’orizzonte, tutt’altro: la chiave di lettura dell’uomo di fiducia del sodalizio di Boscoreale è molto chiara, un sopralluogo per un agguato.

“Sono dei Mazzarella, ha detto vengono anche da dentro le Case Nuove”: riprende ancora la persona giunta a casa Tasseri proprio per allertare il ‘capo’ di quell’insolita presenza fra le palazzine. “Ragazzi non fate gli scemi – prosegue ancora cercando di ‘spaventare’ i Tasseri – se si sono portati sopra la zona e ti fanno l’agguato”, “non so cosa voleva Pasquale, non è buono proprio”. Un ulteriore chiarimento di quella circostanza si legge poi ancora sul provvedimento: “Devono prendere la cosa sul serio – il riferimento all’imbasciata giunta a casa Tasseri – perché sono andati li (i Mazzarella) per vedere e conoscere la zona per un eventuale agguato”.

Frangenti che lasciano intendere il clima di conflitto che c’era al Piano Napoli, evidentemente proprio per la gestione delle piazze di spaccio, che all’epoca facevano concorrenza persino a quelle del Capoluogo. 

Il retroscena

Le affermazioni del pentito

L'incredulità della preside

Arrestata la sorella del boss

I particolari e il video dell'uscita degli arrestati

L'operazione