Pompei. Sei ore di camera di consiglio, poi l’atteso verdetto: nel processo sul restyling di piazza Schettini, l’ex sindaco Claudio D’Alessio (già indagato nel recente scandalo “Terra Santa” al cimitero della città mariana) incassa una condanna a due anni, con pena sospesa, e l'interdizione dai pubblici uffici. Il p.m. Rossella Annunziata aveva chiesto per D’Alessio un anno e otto mesi di reclusione: abuso d’ufficio e truffa aggravata le accuse. Stessa sorte è toccata a Carmine Lo Sapio, assessore con D’Alessio in giunta fino al 2009, e suo cognato Raffaele Matrone, il titolare del chiosco-bar alla “Fonte Salutare”, risultato poi abusivo, e dal quale è sorta l’inchiesta sulle “irregolarità” delle varianti al progetto inserite (dal 2006 al 2009) per i lavori in piazza.

Condannato ad un anno e mezzo, invece, Andrea Nunziata (all’epoca dirigente dell’Ufficio Tecnico). Assolti oggi, dalla seconda sezione penale del Tribunale di Torre Annunziata (presidente Maria Rosaria Aufieri), gli ex assessori Gerardo Conforti, Antonio Ebreo, Giovanni Fusco e Alberto Robetti. Per ognuno, l’accusa aveva chiesto una condanna ad 8 mesi di reclusione.    

La sentenza non cambia lo scenario politico